– La prima campanella sarà ancora una volta problematica per le famiglie di alunni disabili. Insegnanti di sostegno da assegnare, progetti di assistenza in ritardo.
«Lunedì per molte famiglie non sarà una “buona scuola”» denuncia, senatrice bustese del “Movimento X”.
Il problema è diffuso in tutta la Lombardia, come denuncia da tempo Ledha, la Lega dei diritti delle persone con disabilità, che tutela 4.650 alunni disabili in tutta la regione. Molte le incertezze, alla vigilia della prima “campanella”.
A partire dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno: secondo i dati riportati dal “Corriere della Sera” martedì, in provincia di Varese sono 267 su 301 le cattedre ancora scoperte.
Le nomine sono attese solo sabato. Anche l’assistenza educativa, che in epoca “pre-riforma Delrio” era considerata un gioiello in Provincia di Varese, paga le difficoltà che vive l’ente di Villa Recalcati.
«Siamo in ritardo – ammette , direttore di Ledha Lombardia – A fine luglio avevamo mandato una diffida alla Provincia, che nel frattempo ha ottemperato ai propri doveri pubblicando le linee guida e la modulistica per i progetti di assistenza, che così verranno garantiti, anche se non è ancora chiaro se fin da subito, visto che la scadenza per la presentazione dei progetti è il 30 settembre. Per il trasporto invece ancora non abbiamo notizie, se non che i Comuni si organizzino spontaneamente per garantire il servizio confidando in una successiva copertura dei costi».
Ma ci sono molti Comuni che faranno fatica ad anticipare altre spese, anche perché non hanno ancora ricevuto i pagamenti delle precedenti tranche di servizi per lo scorso anno scolastico. Così la situazione è tenuta sotto stretto monitoraggio dalle associazioni del settore, come ad esempio l’Anffas di Varese, che in questi giorni sta facendo pervenire a tutti i propri soci, genitori di alunni diversamente abili, una lettera in cui invita a segnalare la situazione che troveranno nei singoli istituti dopo la prima “campanella” di lunedì. «Non è una “Buona scuola” per i genitori degli alunni disabili – ammette Laura Bignami, senatrice bustese ex grillina, oggi nel “Movimento X”, da sempre sensibile all’argomento – il solito trend dell’inizio anno
scolastico pieno di incertezze non è stato invertito».«Eppure gli alunni con disabilità non sono nati ieri e non nasceranno lunedì, ma sono noti al Servizio sanitario nazionale già da almeno sei anni. I numeri sono a disposizione del ministero, ma tutti gli anni l’assegnazione degli insegnanti di sostegno è un problema». Ecco perché, come già dodici mesi fa, la senatrice sta già preparando un’interrogazione al ministro dell’istruzione per capire la portata del problema in Lombardia e a livello nazionale. «Dovrebbero capire che i primi giorni di scuola, per un alunno diversamente abile, rappresentano la fase più delicata, ma purtroppo invece è quella più scoperta – sottolinea Bignami – ogni volta che si cambia scuola è sempre un rebus».
«E i ragazzi finiscono in balìa di se stessi o di insegnanti non qualificati, rischiando di diventare un pericolo in classe, quando non lo sono per niente, se assistiti».
«Tra i genitori, c’è chi s’è abituato e si organizza, prendendosi giorni di permesso per essere presente a scuola nei primi giorni, ma non tutti hanno questa possibilità, tanto più ora con il “jobs act” che rende più precari i rapporti di lavoro».
È un problema culturale, secondo la senatrice bustese: «Purtroppo, e la riforma scolastica è stato solo l’ennesimo esempio di questo malcostume, la presenza dei diversamente abili nelle classi scolastiche viene considerata quasi un fastidio, mentre dovrebbe essere una ricchezza e un elemento di crescita per tutti».













