«Mi auguro che il provveditorato di Varese non decida di adottare la settimana corta nelle nostre scuole».
A dirlo è , mamma di uno studente del liceo scientifico Frattini. Anche i genitori si confrontano sulla possibilità di concentrare l’orario settimanale delle lezioni scolastiche su cinque giorni, anziché su sei, tenendo quindi chiuse le strutture nella giornata di sabato.
Una iniziativa già accolta nella provincia di Milano e che ha visto il parere favorevole anche dell’Ufficio scolastico regionale che, per motivi economici (anzitutto il risparmio energetico), ha sollecitato gli istituti superiori di tutta la regione ha seguire questa scia. «Non credo che i ragazzi possano trovare giovamento concentrando le lezioni su cinque giornate – continua mamma Carla -: il livello di attenzione è già in calo intorno alla quinta ora. Poi, quando studiano: alle 16.30 al rientro da scuola? Si rischia di andare a mettere a rischio la preparazione dei nostri figli».
Anche per , mamma di una studentessa del liceo Manzoni, bloccare le lezioni al sabato sarebbe un errore. «Non prendiamoci in giro – commenta -: i ragazzi non si metteranno mai a studiare nella giornata del sabato. Per loro sarebbe un’occasione per uscire con gli amici, non una giornata da dedicare allo studio».
C’è anche chi si preoccupa dei costi aggiuntivi a carico delle famiglie. «Allungare le ore di lezioni settimanali, significa dover mettere in conto circa 6 euro tutti i giorni per permettere ai nostri figli di mangiarsi un panino – precisa , papà di uno studente del liceo classico Cairoli – Inizia a diventare una spesa non indifferente per una famiglia se si considera che bisogna moltiplicarla per nove mesi. C’è anche chi ha più figli che frequentano le superiori. Se si decide di andare in questa direzione, bisogna ragionarci bene e trovare una soluzione anche a questo problema».
L’ipotesi della settimana corta non piace ai genitori anche per questioni organizzative legate al lavoro. «Il sabato mattina è l’unico momento che molti di noi riescono a ritagliarsi per parlare con i professori o sbrigare le pratiche agli sportelli scolastici – aggiunge , mamma di una studentessa del Manzoni – Inoltre, è il momento che molte mamme dedicano per fare la spesa al supermercato. Avere i ragazzi a casa, complicherebbe un pò le cose, così come avere la scuola chiusa al sabato ci costringerebbe a prendere permessi sul posto di lavoro per poter venire a parlare con i professori».
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