I suoi coetanei di Lonate Ceppino, suo paese natale, lo ricordano come un ragazzino irrequieto e sempre all’opera su qualcosa, soprattutto sulle motociclette, la sua grande passione.
Forse proprio per queste qualità Luigi Macchi, ottantotto anni portati con una grinta invidiabile, oggi è ancora a capo di una delle imprese di maggior successo tra quelle cresciute sul territorio provinciale, la Macchi s.p.a. di Venegono Inferiore.
Ieri mattina ha accompagnato personalmente il presidente regionale, Roberto Maroni, in una visita approfondita ad una delle poche imprese italiane a non aver sentito la crisi.
La Macchi s.p.a. nasce nel 1961, «senza un centesimo di aiuto statale – sottolinea Macchi – i soldi per il primo tornio me li ha prestati mia madre».
Il primo brevetto, da cui parte la vicenda di una delle aziende che portano il “made in Varese” nel mondo, è per una macchina in grado di produrre tetrapack, il cartone plastificato per uso alimentare. Da qui in poi la Macchi si specializza sempre di più proprio nel settore degli impianti per l’estrusione delle materie plastiche, cioè macchinari in grado di produrre film di plastica adatti a più usi.
«Macchi è un nome e una garanzia – ha detto Maroni alla fine del lungo tour della fabbrica di Venegono Inferiore – per questo ho voluto venire a incontrare questo grande “artista” del lavoro, che, dal nulla, è stato in grado di costruire un’azienda leader nel suo settore». I clienti della Macchi, infatti, sono sparsi per il mondo: «I nostri clienti sono in Europa occidentale, nei paesi dell’ex blocco sovietico, nel sud degli Stati Uniti e in Sud America – racconta Anthony Michael Caprioli, managing director dell’azienda e genero del fondatore – ma non ci fermiamo qui. A breve apriremo un ufficio di rappresentanza a Shangai, per poter approfondire la conoscenza e migliorare la presenza sul mercato cinese. Un passaggio fondamentale anche per il nuovo mercato, quello africano che, proprio grazie ai cinesi, sta pian piano emergendo. L’altro fronte di espansione, forse ancora più complesso, è il Nord America».
© riproduzione riservata













