Lega, dopo la “presa” di Varese c’è l’assalto all’ex delfino Giorgetti

Lega, dopo la “presa” di Varese c’è l’assalto all’ex delfino Giorgetti

VARESE La prima mossa è conquistare Varese. La seconda è l’assalto alla Lombardia. A traballare adesso è la sedia di Giancarlo Giorgetti, segretario nazionale della Lega Lombarda, il cui mandato scadrà a fine anno.

Rieletto più di quattro anni fa, con la benedizione del Senatùr, l’ex delfino, che iniziò la propria carriera politica come sindaco di Cazzago Brabbia, è stato in questi giorni più volte attaccato da Umberto Bossi in persona, su “suggerimento” – si dice – del cerchio magico. Il motivo sarebbe proprio nelle tensioni che si stanno sprigionando nel partito dopo il congresso varesino, e soprattutto sulla scia della black list. Pare che Bossi abbia accusato Giorgetti di essere responsabile di questi malumori. E un rimprovero se lo sarebbe beccato, raccontano, anche il senatore Fabio Rizzi. Il tutto sarebbe avvenuto a Roma, venerdì sera.

Insomma, due nomi non scelti a caso dai “consiglieri” del capo, dal momento che, insieme al ministro dell’Interno Roberto Maroni, rappresentano i punti di riferimento della militanza che non ha digerito l’elezione di Maurilio Canton.

E che aveva come candidati Leonardo Tarantino e Donato Castiglioni, poi costretti al ritiro da un’opera di mediazione dello stesso Giorgetti.

Insomma, il più potente deputato leghista di sempre, presidente della commissione Bilancio della Camera, leader incontrastato in Lombardia, sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia politica.

Si è trovato nella scomoda posizione di tentare una sintesi, una ricucitura tra la militanza arrabbiata e le decisioni del cerchio magico.

Il congresso della Lombardia sarà verosimilmente convocato verso la fine di novembre, forse anche a dicembre. Con la possibilità, a fronte di questi scontri varesini, e delle relative ripercussioni nazionali, di fare slittare tutto all’anno prossimo.

Ma il cerchio magico, come si è visto nel caso di Varese dove pure si parlava di un rinvio, ha fretta di conquistare il controllo del partito. E il nome da contrapporre al segretario uscente sembra essere quello della vicepresidente del Senato Rosi Mauro, molto amica della moglie di Bossi, Manuela Marrone.

Rosi Mauro contro Giancarlo Giorgetti, dunque. Anche se la tattica sarebbe quella di fare desistere Giorgetti. Le “sgridate” bossiane di questi giorni sono propedeutiche al passaggio delle consegne. Chiaramente, se si andasse al voto vincerebbe il candidato maroniano, Giorgetti o chi per lui. Se in quasi tutte le province della Lombardia hanno vinto segretari legati a Maroni, anche Varese esprimerà un numero di delegati nazionali in maggioranza maroniani per il semplice fatto che, chi voterà per il congresso lombardo, sarà scelto dai delegati provinciali.

La tattica, quindi, sarà fare incoronare un candidato da Bossi. Rimane solo da capire se Giorgetti e Maroni si tireranno indietro dallo scontro.

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s.bartolini

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