Legno, paglia e sughero. Poveri ma belli: usateli

Rina Agostino, architetto e blogger, non ha dubbi «Ci sono materiali spesso trascurati da rivalutare»

Chi non ricorda le casette dei tre porcellini? I tre simpatici fratellini avevano già tra le zampe tutti i materiali buoni per la casa e la salute, ovvero paglia, legno e terra cotta.A fornirci la ricetta è , architetto e referente del Gruppo Bioedilizia del Des (distretto di economia solidale) di Varese e autrice di un interessante e completo blog (www.falacasagiusta.com) dedicato all’architettura bioecologica. Dopo anni trascorsi a

Milano ha scelto di vivere a Sesto Calende, sulle rive del lago Maggiore e da qui ci racconta quali sono i materiali da costruzioni “amici” e ci offre qualche consiglio su come rendere l’aria di casa più respirabile.«Legno, paglia e terra cotta, opportunamente lavorati – spiega Rina Agostino – sono utilizzabili sia nella costruzione che come coibentanti e per le finiture ed hanno caratteristiche certamente migliori di altri materiali».

Un esempio è l’utilizzo di terra cruda, fibra di legno e paglia per la coibentazione: questi materiali hanno un elevato potere isolante ed inoltre hanno la proprietà di agire sulla regolazione dell’umidità interna.
Tra i materiali isolanti amici della salute ci sono anche i fiocchi di cellulosa (ottenuti dalla carta riciclata di giornale), il sughero, lo scarto della lana di pecora e i materiali di scarto delle falegnamerie, purché non trattati. «In questo caso – continua l’architetto – si tratta anche di andare a recuperare materiali che altrimenti sarebbero di destinati alla discarica e quindi i vantaggi sono ancora maggiori per l’ambiente». Per gli intonaci esiste una gamma realizzata in terra cruda o argilla con elevata capacità di regolare l’umidità negli ambienti, conservare il caldo nei locali rilasciandolo lentamente, rendendo quindi più efficace l’utilizzo di camini e stufe.
«Migliorare l’aspetto bioclimatico dell’abitazione – dice ancora Rina Agostino – ha effetti positivi sulla salute di chi vi abita». E poi ancora ci sono le vernici a base di caseina, calce e gesso e per il trattamento del legno di pavimenti e mobili esiste l’alternativa della cera d’api e degli olii naturali.
Anche per l’arredamento la scelta ottimale è quella di mobili in legno massello, non trattati con prodotti chimici ma solo con prodotti naturali.
Gap economico, benefici e ventilazione «Certo – ammette Agostino – esiste un gap di costi per questi materiali: ma tutto sommato sono investimenti che durano una vita e che oltretutto danno grandi benefici per la nostra salute». Benefici che nella bioedilizia sono il risultato di una somma di scelte, fatte fin dalla costruzione, a partire ad esempio dal riscaldamento a pavimento che riduce la polvere che è un fattore nocivo per la salute non solo dei soggetti allergici. Se proprio un restyling totale o parziale della nostra abitazione non è in programma, possiamo comunque seguire il consiglio numero uno: ovvero la ventilazione.

«Occorre spalancare le finestre qualche minuto durante il giorno – dice ancora l’architetto – per favorire il ricambio dell’aria. Non lasciare invece aperto solo uno spiraglio per lungo tempo perché questo potrebbe rivelarsi in realtà dannoso, raffreddando solo una parte del muro vicino alla finestra e favorendo così la formazione di muffa».
Nelle cosiddette case passive, ovvero quelle in grado di assicurare il benessere termico senza l’uso di fonti energetiche, la ventilazione è addirittura forzata e – senza spalancare le finestre – la casa respira da sola.