L’energia è un salasso in azienda Costi da incubo ma ridurli si può

Aiutare le imprese della provincia di Varese a risparmiare sulle bollette dell’energia e del gas, che troppo spesso costituiscono un macigno e segnano un profondo gap con le aziende concorrenti del resto d’Europa.

I dati parlano chiaro; si stima che, proprio a causa del costo dell’energia, un prodotto costi ad una nostra impresa tra il 20% ed il 25% rispetto ad un’azienda di una altro Paese europeo, mentre altri calcoli parlano di una differenza del 18%.

Un gap da superare se si vuole rendere competitive con la concorrenza le imprese della provincia di Varese. In questa direzione si stanno muovendo le associazioni di categoria.

Univa già dal 1999, ha istituito un consorzio, “Energi.Va”, attraverso il quale le aziende acquistano energia elettrica e gas naturale, rappresentandole come un solo grande cliente che attualmente consuma oltre 350 milioni di kWh all’anno.

«Con il contratto di fornitura 2012/13 – spiegano da Univa – il consorzio, uno dei più importanti a livello nazionale nel sistema Confindustria, ha garantito ai propri consorziati un risparmio del 10% rispetto all’anno precedente». Sfruttare le economie di scale, pare essere l’unica strada per dare ossigeno alle nostre imprese vessate da bollette sempre più salate. Uno strumento in cui credono anche le aziende stesse, che sempre più spesso decidono di partecipare a questi consorzi. Al 31 dicembre 2013, al consorzio di Univa erano iscritte 219 imprese, ovvero il 25% in più rispetto al 2012.

Stessa strada sta seguendo Confartigianato Imprese Varese, che istituito il Cenpi, acronimo di Confartigianato Energia Piccole Imprese. L’ufficio studi dell’associazione ha stimato il risparmio che i settori merceologici possono ottenere aderendo al consorzio; si va dal 54% del comparto estetica, al 32% delle lavanderie, passando dal 46% degli acconciatori, il 42% per la meccanica, il 39% per le imprese galvaniche, il 33% per la plastica, i gommisti e l’edilizia.

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