Liceale brucia 15mila euro giocando alle slot machine

VARESE 15 mila euro persi nel 2011 e 500 euro volatilizzati dall’inizio del 2012. Questo è il drammatico bilancio di uno studente varesino, M.B., 19 anni, dipendente dal gioco d’azzardo. «C’è chi ama fumarsi le canne e chi, invece, ama giocare d’azzardo. Io rispondo alla seconda categoria – spiega – e so che giocare in questo modo è una cazzata».

Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga” ed è un fenomeno in costante crescita anche a fronte del progressivo ampliamento delle proposte di gioco e della moltiplicazione degli spazi (fisici e virtuali). Il giovane, ha iniziato la sua “carriera” di giocatore d’azzardo a 14 anni. «Son partito con le giocate sulle partite di calcio di serie A. All’inizio, puntavo 5-10 euro al massimo. Quando ho iniziato a vincere, la posta in gioco è aumentata e oggi arrivo a giocarmi anche 200 euro di schedina».

La legge, però, parla chiaro: il gioco d’azzardo è vietato ai minori. Ma come si sa, in Italia tutto è possibile. «Alla Snai non mi hanno mai chiesto i documenti e, come me, tanti altri ragazzini passano i pomeriggi a giocare le schedine». Il passaggio alle slot-machine è stato automatico, finchè il nostro giovanotto non si è accorto che vincere alle macchinette non è cosa facile. «Una volta, per giocare alle macchinette dovevi andare al casinò: io ero minorenne e non potevo entrare. Ora, le slot le hai sotto casa ma

io ho chiuso con questo tipo di gioco perché non si vince. Chi gioca alle macchinette lo fa perché è malato». Ma la tecnologia fa miracoli. «A Varese sono arrivate delle nuove slot machine: queste sono collegate tra di loro in tutta Italia ed esiste un bonus di sala che ti permette di vincere 4000 euro e un bonus nazionale che prevede la vincita di 500.000 euro. In queste macchinette non inserisci le monetine ma le banconote, sono simili a quelle che si trovano nei casinò. Queste nuove macchinette sono interessanti».

Nella “carriera” del giovane giocatore d’azzardo non sono mancati i “gratta e vinci” e non sono mancate nemmeno le giocate al poker on-line. «Anche se non è la mia passione, tantissimi miei amici sono fissati con il poker on-line, quindi, spesso gioco in rete con loro. Oppure si organizzano le pokerate notturne: a Varese tutti i ragazzi lo fanno almeno una volta a settimana». La vera “passione” di M.B., oltre alle giocate sulle partite di calcio è il black jack. «Al casinò vado tre-quattro volte al mese e non gioco meno di 300 euro a volta. A volte vinco, a volte perdo: ora, se la vincita supera i mille euro ti chiedono i documenti e vieni segnalato. Il problema è che quando entro al casinò, mi siedo e inizio a giocare non riesco più ad uscire perché sono malato: la mia è una dipendenza». I “veri soldi” M.B. li ha fatti, però, con il calcio: «Mi capita di vincere un migliaio di euro a giocata che poi reinvesto in altre giocate. Puntando sulle partite di serie A, io mi sono pagato un viaggio negli Usa e due mesi di vacanza al mare».

Ma i soldi per le giocate da dove arrivano? «Dalla paghetta mensile che mi dà mia mamma. Non tutti i miei amici giocano cifre così alte, io ho più disponibilità economica. Se mia madre sapesse che mi gioco 200-300 euro alle schedine o al casinò, mi taglierebbe le gambe».

Ma con l’anno nuovo, arrivano anche i buoni propositi. «Due dei miei buoni propositi per il 2012, visto anche l’inizio in perdita, sono: starmene lontano dalle giocate e trovarmi una ragazza». E se il Governo Monti dovesse liberalizzare anche le sale da gioco? «Siamo rovinati».
Valeria Deste

e.marletta

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