– Internet fa volare l’impresa. Ma gli imprenditori lo sanno? L’agenzia varesina Moskito Design illustra la «potenza» dello strumento dell’email marketing, in grado di generare un ritorno di 38 volte l’investimento richiesto.E a FaberLab si scopre che «più del 40% delle imprese ritengono inutile internet, mentre solo il 5% utilizza i canali di vendita online». L’era di internet e le Pmi che cercano nuove strade per crescere: dovrebbe essere un “matching” naturale e quasi automatico, ma in realtà sono
due mondi che fanno fatica ad incontrarsi.Perché i dati resi noti dal FaberLab Varese – che ieri sera ha ospitato nella sede di Tradate un convegno sull’Agenda Digitale alla presenza dell’onorevole Paolo Coppola (presidente del Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale) – sono preoccupanti e per certi versi paradossali, se è vero che «oltre il 40% delle imprese italiane ritengono l’utilizzo di internet inutile per la propria attività, e solo il 5% delle Pmi italiane vende online».
Eppure si tratta di un settore che offre grandi potenzialità. Lo si è capito giovedì sera al Futuro Anteriore di via Speri Della Chiesa, al primo dei “Seminari con i Baffi” dedicato alla comunicazione digitale.
Moskito Design, agenzia di comunicazione visiva di Varese, ha parlato dello strumento innovativo dell’email marketing, ormai sempre più strategico per il business aziendale. «È uno dei prodotti per cui abbiamo il maggior numero di richieste – spiegano Giulia Salvioni ed Evelina Borghesan, le fondatrici dell’agenzia Moskito Design – Ormai riteniamo di “padroneggiarlo” da esperti, in quanto produciamo 500 newsletter all’anno, raggiungendo ogni settimana più di nove milioni di utenti tra Italia, Francia e Spagna».L’email marketing non è altro che l’invio di comunicazioni mirate ai clienti attraverso la posta elettronica.
«È un mezzo potente, ancorché poco considerato, se partiamo dal presupposto che il numero di account e-mail è cinque volte più grande di quello degli iscritti a Facebook – raccontano le fondatrici di Moskito Design – uno dei dati più significativi è quello sul ritorno economico stimato dallo strumento dell’email marketing: ogni euro investito, se ne ottengono 38 di ritorno, contro appena 1,20 euro garantito in media dalle varie forme di comunicazione tradizionale. Una differenza notevole, che deve far riflettere».
L’aspetto peculiare dell’email marketing è il database utenti, che deve costruire l’azienda, «avendo cura di raccogliere gli indirizzi dei clienti e delle persone interessate a ricevere le comunicazioni. Processo non immediato, perché, auspicando che ogni impresa abbia almeno un sito internet, anche solo come vetrina, e una pagina social, dotati di form di contatto, si tratta di raccogliere i contatti email, targettizzati e profilati».
Molte imprese, sottolineano Salvioni e Borghesan, «hanno un grande tesoro di contatti, raccolti nel corso degli anni, tra i clienti già fidelizzati, che possono essere raggiunti con comunicazioni mirate».
Ma, a conferma delle statistiche di FaberLab, «non c’è ancora grande consapevolezza, anche se la modularità dello strumento lo rende accessibile sia alle aziende già fortemente orientate al digitale che a quelle tradizionali, come i negozi storici».
Insomma, non resta che crederci: «Internet offre molti strumenti, oltre all’email marketing ci sono Google, i social, che a basso costo possono generare risultati importanti. Serve una strategia, perché non serve fare tutto dappertutto».













