Loca Ubriaca resta senza i tavolini

Loca Ubriaca resta senza i tavolini
Cinque mesi fa lo scontro con tanto di ricorso al Tar tra il locale e la farmacia di piazza Carducci. L’assessore aveva annunciato la soluzione come «imminente», ma ancora non si è mosso nulla

Loca Ubriaca è ancora senza tavoli. Sono passati cinque mesi e la soluzione che l’assessore aveva annunciato come «imminente» ancora non si è trovata.
Una sentenza del Tar, arrivata dopo un ricorso presentato dell’attività commerciale affianco al bar di piazza Carducci, aveva stabilito che i suoi tavolini dovevano essere rimossi.

L’arredo da esterni de Loca Ubriaca, secondo il Tar, oscurava le vetrine della Farmacia e per questo non poteva più essere esposto. Oltre che insensato, «la farmacia si vede benissimo e abbiamo sempre rispettato le debite distanze», il provvedimento ha creato anche un pericoloso precedente per tutte le attività commerciali del centro città, «che possono rivendicare tutto lo spazio antistante al loro negozio come di loro proprietà». Nel regolamento comunale di occupazione del suolo pubblico mancherebbe infatti un articolo che stabilisce con precisione quali siano le distanze di pertinenza delle attività commerciali.
Il comune però non si è appellato alla sentenza, limitandosi ad eseguirla e a far togliere tavoli e ombrelloni al bar in questione. Con la conseguenza che dal mese di luglio, Loca Ubriaca non lavora più a pieno regime e il titolare è stato costretto a licenziare del personale. La movida varesina era anche scesa in piazza protestando allegramente a colpi di spritz e portandosi tavoli e sedie da casa.
«Da quel momento c’è stato un generale interessamento da parte dell’amministrazione – spiega -, che si era detta disponibile a trovare una soluzione». Centorrino ha presentato diverse ipotesi di posizionamento dell’arredamento nella piazza e ha partecipato ad alcune riunioni con i tecnici del comune di Varese. «Pensavo fossimo arrivati alla fine di questa Odissea. Il comune aveva detto che ci avrebbe restituito i tavoli a giorni, ma sono passati quasi due mesi da quelle dichiarazioni e ancora nulla si è sbloccato».

Anzi sembra che l’ultimo progetto sia vicino ad una nuova bocciatura. «Togliamo pure il periodo ipotetico – sottolinea – dopo aver partecipato a riunioni con i tecnici del settore commercio, con la polizia locale, coinvolto il mio geometra e presentato un progetto che segue alla lettera le loro istruzioni, mi è stato bocciato ancora».
Il nuovo posizionamento dei tavolini questa volta invaderebbe lo spazio destinato al venditore di castagne. «Spazio che non è definito da nessuna parte. Ho fatto un accesso agli atti e non risulta una posizione precisa. Ho l’impressione che manchi la volontà politica di trovare una soluzione».
E la pazienza di Centorrino sta per finire. «Sono stato danneggiato da un permesso che il comune mi aveva concesso eppure non ho mai rivendicato niente, anzi, mi sono sempre dimostrato collaborativo. Adesso però non ne posso più. Mi sento preso in giro da chi per cinque mesi mi ha detto di fare così e cosà per poi ritrattare. Sto perdendo del tempo e del denaro. Se entro l’anno prossimo non si sarà trovata una soluzione sarà un bagno di sangue».

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