ricevuta dal presidente della Camera insieme a, , “e ai familiari delle altre vittime dello Stato”, ha spiegato la sorella di, morto il 14 giugno 2008 all’età di 43 anni dopo aver trascorso alcune ore nella caserma carabinieri di Varese ed essere stato infine sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. La delegazione, affiancata dal senatore varesino , presidente dell’associazione A buon diritto, ha incontrato i capigruppo di tutti i partiti, sarà ricevuta alle 18 dal ministro della giustizia .
«Non devono lasciarci soli», hanno detto Uva e Cucchi dopo l’incontro con la presidente della camera definito “commovente”, promettendo battaglia «per l’introduzione del reato di tortura nel nostro Paese. Battaglia – hanno spiegato Uva e Cucchi – che insieme al senatore Manconi e, fortunatamente, a tanti altri esponenti politici, porteremo avanti sino in fondo».
Lucia Uva, una settimana fa, si era già resa protagonista di una singolare forma di protesta davanti al tribunale di Varese posteggiando la sua Fiat 500 con la scritta “Noi vogliamo giustizia” proprio in piazza Cacciatori delle Alpi. Sull’auto sono raffigurate le fotografie di 40 “morti di Stato – ha detto Uva –
Dagli anni ’80 ad oggi. Io chiedo giustizia per mio fratello e per tutti questi ragazzi”. Lucia Uva tornerà a Varese dopo la giornata romana di oggi: il 14 giugno, quinto anniversario della morte del fratello, ha infatti già annunciato una manifestazione per tornare a chiedere “verità e giustizia sulla morte di Giuseppe”.
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