La squadra di football americano Gorillas Varese ha ritirato la maglia 69 di . Nessun altro giocatore la porterà mai più. E tutti i Gorillas, d’ora in poi, giocheranno con il numero 69 sul casco, come a dire che Nicolò sarà sempre in campo con loro.
Al giovane prematuramente scomparso sarà dedicato anche il nuovo campo di gioco in via Monte Cristallo, che si chiamerà «
». «Negli Stati Uniti si ritira il numero di un campione in segno di rispetto, quando è talmente bravo da non poter essere eguagliato da nessun altro».
«Anche per noi, ritirare il 69 significa: “Un altro come Nicolò non ci sarà più” – spiega , il presidente dei Gorillas – Nicolò era un giocatore simbolo. Lui è stato uno dei primi che ha iniziato. Uno che ha creduto da subito nella squadra e nelle sue potenzialità». L’altra sera i giocatori si sono ritrovati nel campo di via Leandro a San Fermo.
«Stiamo cercando di stare vicini gli uni agli altri – continua Ambrosetti – Tre anni fa, quando abbiamo creato la squadra, prima di tutto abbiamo insistito per formare un gruppo unito. Perché il football è uno sport legato alla fatica, che richiede di condividere il dolore. È uno sport di sacrificio: un giocatore deve sacrificarsi affinché gli altri possano andare avanti. Tutto questo ci ha portato spontaneamente, in questi giorni difficili, a stare insieme». I ragazzi
sono ancora molto scossi. «Non abbiamo ancora davvero realizzato che Nicolò non ci sarà più. Ce ne renderemo conto solo quando inizieranno gli allenamenti, appuntamenti a cui lui non mancava mai – dice il presidente – Lo sport lo aveva fatto crescere tantissimo». Il fratello Mattia ha raccontato che Nicolò faceva le flessioni davanti alla televisione, in salotto. Poco prima di partire per il Salento, era stato in palestra per concordare il suo programma di allenamento.
«Voleva migliorarsi ed era un modello per tutti – prosegue Ambrosetti – Sicuramente era uno dei giocatori più interessanti che avevamo. Ma prima dell’atleta a noi stava a cuore lui, come individuo. Il suo ricordo deve diventare la nostra forza, uno stimolo a continuare a dare di più. Da uomini, dobbiamo reagire tirando fuori il meglio di noi». È stato il fratello Mattia a prendere la decisione di vestire Nicolò con la divisa della squadra. Sarà quindi con i colori dei Gorillas che il diciannovenne affronterà l’ultimo viaggio. Anche i suoi compagni al funerale indosseranno i colori della squadra, ma non le maglie da gioco. «Sono troppo grandi e sformate perché devono stare sopra l’armatura. Dopo la stagione, alcune sono anche rovinate – conclude il presidente – Per il funerale metteremo la maglia della squadra che è più sobria e più decorosa. In ricordo di Nicolò stiamo anche preparando una bandiera speciale, nuova, molto bella con il nostro logo. Quella bandiera ci accompagnerà da qui in avanti».













