Malpensa simbolo del Primo Maggio

Per la prima volta fuori dal capoluogo e per la prima volta a Malpensa: il Primo Maggio spicca il volo e dal centro di Varese si sposta davanti e dentro l’aeroporto del Duemila (il corteo sarà all’interno dell’aerostazione) con una connotazione non solo provinciale, ma regionale.

Cgil, Cisl e Uil nazionali hanno scelto Electrolux quale luogo simbolo per celebrare il Primo Maggio, i confederali della Lombardia Malpensa. E anche in questo caso si tratta di una prima assoluta per il sito della brughiera, pronto ad accogliere tutti e tre i leader sindacali lombardi.

“Torniamo a volare”, questo lo slogan per riportare ancora una volta l’attenzione – questa non è una novità – sull’aeroporto che sta in provincia di Varese.

«È un giorno di impegno, non solo di festa, impegno per Malpensa», dichiara Umberto Colombo, segretario generale della Cgil di Varese nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa dei lavoratori insieme a Roberto Pagano, segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi e Antonio Albrizio, segretario generale della Uil di Varese.

«Non è casuale il luogo scelto: è il simbolo dell’impegno del sindacato per la difesa del posto di lavoro e per lo sviluppo economico del nostro territorio – indica Colombo – Dentro Malpensa non c’è soltanto la categoria dei trasporti, ma tutto il mondo del lavoro. Un mondo che va difeso, senza il quale non ci sarebbe la prospettiva di un futuro».

La voce è unanime. Cgil, Cisl e Uil rivendicano che «Malpensa non sia ridimensionata». Umberto Colombo è chiaro: «Chiediamo il mantenimento e lo sviluppo di questo scalo».

Da una provincia ai primi posti in Lombardia per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, con richieste di cassa integrazione ordinaria in calo ma Cigs e cassa in deroga con segno più, licenziamenti in aumento e un tasso di disoccupazione alle stelle – 35mila i varesotti espulsi dal mondo del lavoro, ma il dato sarebbe sottostimato secondo i sindacati – i confederali tornare a battere il chiodo su un ferro caldissimo: il bisogno di lavoro. «L’Istat ci parla di 11mila nuclei familiari senza reddito da lavoro in provincia di Varese», annota Colombo.

Si torni a volare quindi, «a far decollare aerei passeggeri e cargo», sostiene Pagano. «Malpensa potrebbe essere il vero decollo della provincia di Varese, punto di sviluppo importante per il commercio, l’edilizia, le imprese, che, senza la presenza di uno scalo aeroportuale, non investirebbero qui».

Il Primo Maggio a Malpensa vuole essere una rivendicazione «non per lo status quo, ma per avere prospettive». Albrizio lo ricorda: «È dal 2008 che parliamo di Malpensa al Primo Maggio, ma essere lì giovedì significa anche essere vicino a tutti i lavoratori di Malpensa, a quelli del catering, dei negozi dentro lo scalo, ai precari». E dar loro voce.

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