«Ottenere la riduzione delle commissioni, dei costi e dei canoni che gravano sugli esercenti commerciali e sui consumatori che si avvalgono dell’utilizzo della moneta elettronica (carta di credito/debito) nelle transazioni superiori a mille euro e alla cancellazione di ogni commissione, costo o canone per le transazioni inferiori a mille euro».
Questa la proposta fatta al Governo da parte del senatore varesino del Carroccio, Stefano Candiani, che chiede la cancellazione delle commissioni sulle carte di credito.
Infatti, dopo le misure per la riduzione del limite e per la tracciabilità dei pagamenti a mille euro, è stato previsto che l’Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livello nazionale definissero entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, le regole generali per assicurare un’equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delle transazioni effettuate mediante carte di pagamento.
In attuazione di quanto previsto da tali disposizioni si sono tenute riunioni tra l’Associazione bancaria italiana, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, la società Poste Italiane S.p.a., il Consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese maggiormente significative a livello nazionale, senza tuttavia giungere all’elaborazione di un testo condiviso secondo le modalità e nei termini previsti dall’art. 12 comma 9.
Nel luglio 2013 si è mossa anche l’Unione Europea con una proposta di regolamento per cercare di normare il mercato dei pagamenti dell’Unione, mercato frammentato e caro, con un costo che supera l’1% del Pil dell’Ue, ovvero 130 miliardi l’anno. Obiettivo dell’Ue è proporre un tetto alle commissioni interbancarie dello 0,2% con carta di debito e 0,3% per quelle con carta di credito, ora con massimi fino all’1,5%. Sul tema si è pronunciata anche la Corte dei Conti con parere espresso nell’adunanza del 9 maggio 2013 nel quale sollecita i soggetti coinvolti all’elaborazione di un testo condiviso che rispetti quanto previsto dalla legge.
«È opportuno ricordare che le commissioni sono a carico degli esercenti (salvo pompe di benzina dove non ci sono costi aggiuntivi) – spiega Candiani -,fatto che produce una ricaduta indiretta sul prezzo finale a carico dei consumatori e la preferenza da parte dell’esercente di privilegiare l’utilizzo del denaro contante (o solo di alcune carte di credito più economiche); e ciò non necessariamente per perseguire evasione fiscale, ma anche in ragione del minor costo nella transazione».
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