BUSTO ARSIZIO Si conclude con un verdetto non del tutto scontato questa nona edizione del Busto Arsizio Film Festival. Il gran finale della manifestazione, celebrato ieri sera durante la premiazione al teatro Sociale, con tanto di red carpet ad attendere cineasti e autorità, si è giustamente concentrato sui film, dopo giorni di attenzioni rivolte agli attori ospiti. Dieci i titoli sottoposti a una giuria di cui hanno fatto parte Carlo Lizzani, Alessia Barela, Silvia D’Amico, Gianmarco Tognazzi e Enrico Magrelli; un compito non facile il loro perché quest’anno la qualità media era notevole. Tuttavia, il palmarès presenta lo stesso qualche sorpresa. Non per quanto
riguarda il vincitore del riconoscimento principale, il Premio città di Busto Arsizio per il miglior film, “18 anni dopo” di Edoardo Leo (che si porta a casa anche il premio del pubblico). Brillante e in linea con tanta commedia all’italiana la storia, che racconta di Mirko e Genziano, fratelli coltelli. Il primo è balbuziente e pieno di debiti, il secondo è un manager della City di Londra. Non si vedono e non si parlano da diciotto anni, ma la morte del padre li costringe ad affrontare insieme un viaggio, su una splendida Morgan restaurata, per portare in Calabria l’urna (in realtà è un portacenere…).
La miglior regia va a Massimo Guglielmi per “La prima notte della Luna”. Si premia in questo caso l’autore più paludato, e certamente più magniloquente, ma abbiamo qualche dubbio che sia anche quello meritevole.
Mauro Gervasini
e.marletta
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