«Non pagate la mini-Imu sulla prima casa, non ancora almeno». L’appello, se non alla disubbidienza almeno all’attesa, arriva dall’assessore al Bilancio .
Con mini-Imu si indica una tassa pari al 40 per cento dell’aumento dall’aliquota standard (dello 0,40 per cento) rispetto all’aliquota dello 0,45 deliberata dal comune di Varese nel 2012. La scadenza è il 16 gennaio, ma guai a fare il versamento prima del tempo. «Non ha senso pagare prima – dice Montalbetti – Aspettiamo che il Governo trovi la tanto attesa copertura che dice di cercare da mesi».
L’assessore spiega il travagliato percorso che ha portato all’arrivo della mini-imu. Prima del decreto, il Comune aveva alzato l’aliquota allo 0,58 per cento con l’obiettivo di cercare di farsi rimborsare dal Governo quello che è stato tolto a Varese con il fondo di solidarietà.
L’obiettivo era quello di reperire circa tre milioni di euro.
«Ma lo Stato ha celato fino in fondo la manovra che davvero voleva fare pubblicando il decreto attuativo solo il 30 novembre, dopo che i Comuni avevano già assestato i bilanci – continua l’assessore -Infatti, il 30 novembre, nel primo pomeriggio, senza che il decreto fosse ancora pubblicato sulla gazzetta ufficiale, il Comune aveva deciso di tornare all’aliquota dello 0,45 per cento». Questo perché, non riavendo indietro i fondi, tanto valeva pagare meno un’imposta «non dovuta».
È stato quel decreto del 30 novembre a introdurre la mini-Imu, il cui nome fa pensare a una Imu più piccola di quanto ci si sarebbe aspettati.
Ma adesso il quadro legislativo è stabile? Potrebbero arrivare altre sorprese?
La confusione continua. «Suggerisco ai cittadini di aspettare a pagare questa tassa perché potrebbe essere tolta – conclude Montalbetti – La speranza almeno è quella».
Rimane invece da pagare entro il 16 dicembre il saldo dell’Imu per seconde case, appartamenti di lusso e ville (la legge prevedrebbe anche i “castelli”, ma a Varese non ci sono).
Adriana Morlacchi
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