«Noi, malati di Sla di Varese Ogni giorno lottiamo per vivere»

Sono circa una sessantina i malati di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) residenti in provincia di Varese. Assistere queste persone costa alle loro famiglie una cifra compresa tra i 25 e i 75 mila euro all’anno, a seconda della gravità dei sintomi e dell’avanzamento della malattia. E le difficoltà sono all’ordine del giorno.

A raccontarlo è presidente provinciale dell’Aisla (Associazione italiana Sla), all’indomani della tragica morte di , il medico malato di Sla morto a Roma dopo aver presidiato per 48 ore, notte e giorno, il ministero dell’Economia assieme ad altri malati per chiedere maggiori finanziamenti al fondo per la non autosufficienza.

Il sacrificio per una promessa

Un gesto di protesta che alla fine è riuscito a strappare una promessa agli esponenti di Governo, ma è costato la vita al dottore di origini campane da sempre in prima fila perché vengano finalmente riconosciuti i diritti all’assistenza domiciliare dei pazienti affetti da Sla.

«La verità è che tre anni fa c’era la possibilità di portare sul fondo per la non autosufficienza un miliardo di euro, poi è stato proposto un taglio del 30% che alla fine è salito fino al 70% della cifra promessa» ricorda Colombo.

Da allora diversi Governi si sono impegnati per aumentare questi finanziamenti «ma ancora non si è visto nulla. Spero che questa sia la volta», aggiunge il portavoce varesino dell’associazione sottolineando quanto questo tragico episodio abbia scosso la coscienza di molti. I costi di assistenza per un malato di Sla variano infatti dai 25mila ai 75mila euro all’anno per i casi più gravi, dei pazienti allettati.

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