Prosegue il nostro viaggio nella Varese turistica. Dopo aver cercato di mettere in luce le criticità legate all’accoglienza dei turisti stranieri negli hotel cittadini, quelle legate alla cartellonistica stradale per raggiungere i numerosi parchi, musei e preziosi scorci naturali della Città Giardino, ci siamo concentrati sulle piste ciclo pedonali. Apprezzate e attrattive, specie per il turismo svizzero-tedesco,offrono però servizi che potrebbero essere migliorati su più fronti. A dirlo sono gli stessi varesini, ma anche i primi “vacanzieri” che approdano nella nostra provincia.
La cornice paesaggistica che si può ammirare, passeggiando o pedalando lungo le nostre piste ciclo perdonali, è mozzafiato. Ma, come sottolinea , assidua frequentatrice del lungo lago, «sono poco organizzate e attrattive».
Erica inizia la sua analisi dal lido della Schiranna. «Il lago di Varese, ormai è risaputo, non è di certo balneabile: quindi, la fetta di turismo che si aspetta di farsi il bagno nel lago è già persa, almeno a Varese città. Bisogna, di conseguenza, puntare su altro. Cosa offre il lido di Varese? Tre ristoranti e una piscina? Dopo 15 minuti su quel tratto di lungo lago, uno si stufa e sceglie di andare altrove».
, ciclista per passione, sottolinea come il comune di Gavirate investa maggiormente sulle proprie piste proprio in funzione del turismo di lago.
«Gavirate, ad esempio, è un Comune che in questo senso è molto organizzato: la manutenzione delle ciclabili viene fatta costantemente e gli spazi verdi sono molto più curati – specifica – Perché a Varese non siamo in grado di sfruttare questa opportunità?».
Secondo , ex senatore della Carroccio e appassionato di jogging, ogni Comune lacustre dovrebbe fare la propria parte per valorizzare il proprio tratto di ciclabile.
«Le piste ciclabili possono essere un volano per diverse iniziative – commenta – È necessario che i Comuni che si trovano lungo lago vengano sensibilizzati a investire su servizi e manutenzione delle proprie piste. La Provincia, in questo senso, non sta facendo nulla: perché non aprire un bando provinciale, dopo aver compiuto un’analisi dei bisogni, per incentivare i vari enti locali a portare avanti una serie di progetti e iniziative? Perché non coinvolgere anche qualche privato?». Le migliorie, secondo Vedani, possono essere fatte su vari fronti. «Il Comune di Buguggiate ha fatto posizionare una fontanella e una piccola palestra frequentatissima. Piccole cose che fanno la differenza. Gavirate e Azzate sono due altri comuni attenti a questi dettagli; Bodio, invece, potrebbe fare di più visto il bellissimo lungolago. Anche la zona di Biandronno è sguarnita».
Altra questione, non di secondaria importanza, sono i parcheggi. «Gli unici posti auto disponibili per i fruitori delle piste si trovano a Gavirate, alla Schiranna in prossimità della sede della Prociv, parcheggio sconosciuto ai più perché non segnalato, e al Tigros di Buguggiate. Quest’ultimo è sempre affollatissimo perché raccoglie i turisti provenienti dal sud».
Il problema si pone nei periodi estivi, quando gli stalli di sosta del Tigros non riescono a supportare l’utenza. «Il risultato è che Buguggiate si ritrova d’estate con la coda di macchine parcheggiate lungo la provinciale, creando non pochi problemi di sicurezza sia per gli automobilisti in transito, sia per coloro che salgono e scendono dalle vetture».
Valeria Deste
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