– «Assumere altro personale a Palazzo Estense? Macché, meglio premiare chi si impegna e sanzionare i lazzaroni».
, consigliere del Pd, interviene su un argomento spinosissimo: quello della gestione degli 860 dipendenti di Palazzo Estense. E lo fa a seguito della diffusione del comunicato dei Cobas dal titolo «No alla chiusura dei servizi comunali. Si all’assunzione dei dipendenti in esubero della Provincia», nel quale si afferma che la mancanza di turnover a lungo andare comporterà la privatizzazione dei servizi comunali, con un aggravio di costi per gli utenti.
«Dire che il comune di Varese non ha abbastanza dipendenti è contrario alla realtà dei fatti – afferma Civati – La città di Busto Arsizio conta lo stesso numero di cittadini di Varese ma il comune, con circa la metà dei nostri dipendenti, riesce ad assicurare comunque i servizi. I varesini giustamente si domandano: dal momento che Varese non
ha servizi eccezionalmente migliori di quelli di Busto, i miei soldi dove vanno a finire? Il problema non è nella mancanza di dipendenti, ma nel capire come riuscire a massimizzare le energie del personale». La ricetta di Civati è quella di migliorare la gestione delle risorse umane, «che sono numericamente più che sufficienti per gestire i servizi del comune».
«Se poi alcuni servizi non sono perfettamente coperti in termini di personale, bisogna far lavorare qualcuno che non lavora al meglio e distribuire le risorse umane nel modo più efficiente possibile – dice Civati, che continua – Si perché molti dipendenti lavorano con enorme passione e dedizione, andando oltre l’orario di lavoro e dando di più di quanto è richiesto. Ma, per tanti che lavorano bene e più di quanto dovuto, ce ne sono alcuni che lavorano poco e male». Che fare dunque? «In questo periodo si sta parlando di amministrazione scolastica e di come valorizzare merito e risorse: io chiedo che questo ragionamento sia applicato al comune di Varese. I tanti che lavorano bene devono essere premiati. Gli altri che lavorano male devono essere sanzionati, con il richiamo disciplinare o anche con il licenziamento, se la legge lo consente».
Secondo il consigliere dovrebbe essere la gestione del personale a mettere in moto questo processo, partendo da un’analisi e da un «esame di coscienza». Civati è contrario all’esternalizzazione del VareseCorsi: «Mi sembra uno scandalo. Il comune di Varese, così com’è, è sufficiente a garantire i servizi. Se c’è qualche criticità non è certo da cercare nella mancanza di personale, ma piuttosto nella carenza di risorse finanziare. Ad esempio, il problema delle buche delle strade non è la mancanza di dipendenti. Ma dei soldi per fare gli investimenti».













