Primo sciopero dopo 13 anni Bancari in lotta contro l’Abi

Lo avevano definito «un atto di prepotenza e di estrema arroganza»: ora i sindacati del settore bancario sono pronti allo sciopero nazionale per protestare contro la rottura anticipata del contratto da parte dell’Abi. Il primo sciopero dopo quasi tredici anni che è stato proclamato per l’intera giornata di giovedì 31 ottobre e che coinvolgerà tutte le sigle sindacali di settore, Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl, Uilca.

E questa volta i sindacati hanno tutte le intenzioni di far sentire la loro protesta dopo che lo scorso 16 settembre sono stati convocati in tutta urgenza dall’Abi che ha comunicato loro la disdetta anticipata di dieci mesi del contratto nazionale di lavoro.

«Con bieca arroganza, nell’attuale difficilissima fase di crisi economica – comunicano in una nota congiunta i sindacati – le banche tentano di cancellare con un colpo di spugna le regole e le tutele del lavoro in banca, solidamente costruite in anni di positiva concertazione tra le parti, propizia per i lavoratori, le lavoratrici, per lo sviluppo degli Istituti di Credito e per la clientela». Secondo il sindacato, «l’Abi cavalca l’onda della crisi

per demolire l’intero impianto contrattuale allo scopo di operare tagli decisi del costo del lavoro minacciando anche significative riduzioni di personale». E le conseguenze si potrebbero tradurre in «trentamila bancari in esubero denunciati da Abi con ciniche e offensive motivazioni di scarsa produttività. Sarebbe più onesto per una classe dirigente che governa il credito in Italia, pretendere dalle tasche dei manager il recupero delle perdite sui crediti allegramente concessi, piuttosto che da quelle dei lavoratori».

Intanto sono partite le assemblee tra i lavoratori bancari per spiegare le motivazioni dello sciopero.

«Il contratto nazionale è la garanzia base che ha assicurato nel tempo occupazione nel settore e salvaguardie economiche, normative e previdenziali per tutti gli addetti – spiegano i sindacati – e la sua cancellazione, che le banche vorrebbero, aprirebbe una fase di frammentazione e disordine in grado di distruggere ulteriori posti di lavoro».

I lavoratori del settore bancario varesino, spiega il sindacato, intendono dunque rispondere «con la mobilitazione generale che, dopo le assemblee informative molto partecipate, si svilupperà in una serie di manifestazioni di contrasto a partire dallo sciopero del prossimo giovedì 31 ottobre». Perché quello che i bancari non accettano «è di trattare in presenza della disdetta unilaterale del contratto e sotto la concreta minaccia di licenziamenti nella categoria».

Silvia Bottelli

Varese

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