BUSTO ARSIZIO Uno dei campionati più incredibili nella storia della Pro Patria non poteva che concludersi così: con l’abbraccio ideale dei tifosi biancoblù a un gruppo di giocatori che, senza ricevere lo stipendio, hanno onorato la maglia fino all’ultimo. Dopo il fischio finale che ha sancito il 4-0 e il quarto posto, ai supporters tigrotti è stata data la possibilità di entrare pacificamente in campo. I tifosi hanno voluto portarsi vicino alla zona antistante gli spogliatoi per urlare alla squadra e a mister Novelli tutta la loro riconoscenza. Il loro affetto.Più di uno aveva le lacrime agli occhi, commosso per il lungo abbraccio finale dei giocatori biancoblù radunatisi nel cerchio di centrocampo. Nel dopopartita sono saliti alti nel cielo dello Speroni i cori per i giocatori e per mister Novelli, già a lungo acclamati subito dopo il triplice fischio.Ma tramite i cori si è levata anche la rabbia nei confronti di quelli che vengono ritenuti i responsabili dell’attuale situazione: Savino Tesoro, in primis. Ma non è stato risparmiato neppure il sindaco Farioli. Sono stati, comunque, soprattutto momenti di festa e di gioia,
seppure velata dalla malinconia per un futuro incerto, quelli che staff tigrotto e tifoseria hanno vissuto dopo la goleada con il Mezzocorona. Mentre i tifosi cantavano, tra i i giocatori si scatenava la lotta con i gavettoni. Tra le “vittime” predilette, il segretario Saverio Granato, completamente fradicio dopo una secchiata d’acqua rovesciatagli da un Dario Polverini particolarmente allegro dopo il primo gol in maglia biancobù.Squadra e tifosi insieme, come una cosa sola, contro tutto e contro tutti: è stato il leit-motiv della stagione. Tutti insieme a far festa fuori dagli spogliatoi. Separati, per ovvi motivi di ordine pubblico, dalla rete di recinzione, ma uniti più che mai dalla voglia di dar libero sfogo alla gioia per aver centrato il traguardo play off. Spareggi promozione che forse non verranno neppure giocati dai protagonisti di questa stagione. Ieri il club «Il Tigrotto» del presidente Sergio Marra, nell’assegnare prima della partita i trofei «Morelli» e «Luigi Marra» non ha voluto fare distinzioni, premiando tutti i giocatori. Giusto così, la vera forza della Pro Patria è stata un gruppo compatto come il granito. Mai come quest’anno.Francesco Inguscio
m.lualdi
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