– Quattro chilometri, quattro minuti, un investimento pari a 150 milioni di euro e un orizzonte ormai vicino: l’estate 2016. Il tempo del cantiere del nuovo raccordo ferroviario fra i due terminal dell’aeroporto di Malpensa stringe. E a dettare quelle che saranno le prossime tappe dell’infrastruttura che consentirà di avvicinare gli standard infrastrutturali su ferro della brughiera a quelli del resto d’Europa è stato dettato ieri, durante il sopralluogo effettuato dal governatore lombardo Roberto Maroni e da tutti i soggetti coinvolti in questa operazione di rilancio di Malpensa.
A cominciare dalla stessa Sea, guidata dal presidente Pietro Modiano, e dal Fnm, con il presidente Andrea Gibelli. Presenti anche l’ex assessore alle Infrastrutture, oggi presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il suo successore ai trasporti Alessandro Sorte e l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini. «Prevediamo di finire i lavori per l’estate del prossimo anno» ha annunciato il presidente Marone, rimarcando l’impegno economico di regione Lombardia nell’operazione (31 milioni di euro). «Procediamo nelle opere di valorizzazione di Malpensa». E in attesa del debutto ormai prossimo di Ryanair, mentre lo scalo si conferma sempre di più cuore pulsante sul fronte cargo e punta a conquistare nuove fette di mercato (e nuove compagnie), è sui collegamenti che la politica tenta di sostenere gli sforzi di Sea. «Malpensa deve tornare a crescere, la conferma della imminente apertura del prolungamento ferroviario è una buona notizia, il segno che quando le istituzioni lavorano in sinergia sanno centrare gli obiettivi», è la riflessione di Cattaneo. Anche perché all’orizzonte c’è l’ipotesi di fusione tra Sea e Sacbo (società di gestione dell’aeroporto di Orio al Serio), destinata a trasformare l’asse Varese-Milano-Bergamo nel primo hub multicentrico d’Italia. Farsi trovare pronti è un imperativo.
«I lavori per il prolungamento della ferrovia dal T1 al T2 dell’aeroporto di Malpensa sono al 50%» ha rimarcato Gibelli che, con Fnm, sta coordinando il cantiere per il collegamento a doppio binario elettrificato sviluppato per buona parte in affiancamento alla viabilità esistente, così da minimizzare il consumo di territorio e proteggere le aree boschive adiacenti. Il nuovo collegamento ferroviario consentirà di raggiungere, dall’attuale capolinea Terminal 1 in meno di quattro minuti anche il Terminal 2 e la capacità operativa della linea arriverà fino a otto coppie di treni all’ora. «Malpensa è uno dei punti di forza del sistema aeroportuale lombardo. Va valorizzato e reso più attrattivo» ha messo in chiaro Sorte, sottolineando che «per far crescere ancora di più la brughiera è fondamentale che i due Terminal siano collegati in maniera adeguata». L’intervento è suddiviso in due lotti. Il primo, in capo a Sea, comprende l’edificio della stazione T2 e il collegamento pedonale con l’aerostazione (38,3 milioni di euro); il secondo, con referente Ferrovienord, comprende la nuova linea e tutti gli impianti ferroviari, incluse le tecnologie e le parti interne alla stazione T2 (76,7 milioni di euro). «Questa infrastruttura mira a rendere più efficiente il territorio e permette spostamenti più rapidi, confortevoli, a emissioni zero. Inoltre valorizzerà l’aeroporto di Malpensa, vero hub del Paese. Ma questo potrebbe essere solo il punto di partenza – ha concluso Gibelli – Il collegamento T1-T2, infatti, costituisce la prima tratta del progetto di accessibilità da Nord a Malpensa compreso tra i progetti strategici della legge Obiettivo e tra le reti Ten–T (Trans European Network Transport)». I tempi non saranno brevi ma un pezzo di strada è tracciato.













