Quel simbolo della pace è un sorriso

In un clima sempre più esasperato, dal quartiere di Molenbeek a Bruxelles i nostri Alberto Coriele e Fabio Gandini ci regalano un’immagine piccola e potentissima

Passeggiando per Molenbeek capita di fermarsi ad osservare tante piccole cose. Che poi, in fin dei conti, tanto piccole non sono. , una semplice scritta, appesa alle vetrate di una scuola, in una via parallela a Rue Delanuoy, il luogo del raid compiuto dalla polizia lunedì mattina. Il luogo del terrore, la matrice del mondo che muore. A pochi metri da lì, ci fermiamo impietriti ed affascinati davanti a questo . È un semplice skyline del quartiere, una Molenbeek stilizzata, che raffigura una moschea, un minareto, un paio di lampioni e degli alberi. Colpisce però la scritta sottostante. Specialmente la lettera “O” di Molenbeek, ripresa con il . Un messaggio chiaro, inconfutabile. Non è un quartiere di mostri, è una comunità di gente che vuole una vita tranquilla come la nostra. . Distogliamo lo sguardo, un anziano forse sorpreso dal nostro stesso stupore, ci sorride. Il gesto più semplice del mondo. .


1. Quel simbolo della pace è un sorriso
2. Bilal, belga e musulmano: «Quelli sono dei bastardi»

3. Un punto interrogativo chiamato Molenbeek. Dove il terrore è di casa

4. La gente guarda avanti: «Bruxelles è tranquilla. Quel luogo è lontano»

L’editoriale: Doveva essere solo una partita di basket