Passerella del premier Renzi sul cantiere di Expo 2015. «Ma non ci ha dato le risposte che attendevamo» fa notare il vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani.
«La tempistica dei lavori sarà rispettata» assicura Renzi. Ma resta ancora in stand-by il nodo sul passaggio di Serravalle, azionista di maggioranza di Pedemontana, dalla Provincia di Milano a Regione Lombardia.
Ieri mattina una ventata di fiducia al cantiere di Expo con il sopralluogo-lampo del premier Matteo Renzi, all’insegna di un «Ferragosto al lavoro». Una rapida visita al sito di Expo, dove fervono le opere, un briefing con il commissario di Expo Giuseppe Sala e una conferenza stampa per annunciare che «Expo sarà una delle chiavi della ripartenza del Paese», ma soprattutto per rassicurare sul fatto che «la tempistica dei lavori sarà rispettata».
Sì, perché il primo maggio 2015 è dietro l’angolo e gran parte dei padiglioni è ancora da tirare su. «Ma ce la faremo, sono pronto a scommetterci» la certezza di Renzi.
«La presenza del presidente del Consiglio è certamente un fatto positivo – il commento a caldo del numero due di Regione Lombardia Mario Mantovani – ora speriamo che il premier si dia da fare per risolvere quanto prima quei blocchi e quei vincoli burocratici che ancora frenano i decreti attuativi sulle infrastrutture».
Su questo fronte infatti Mantovani ammette, visibilmente perplesso, che «Renzi non ci ha detto niente di nuovo e non ci ha dato quelle risposte che Regione Lombardia attende da tempo. Il futuro di Pedemontana e i lavori per la piastra di Expo sono appesi alla burocrazia romana».
In particolare, per l’autostrada Busto-Dalmine, fondamentale per il nostro territorio, da tempo il governatore Maroni sollecita un ulteriore sblocco burocratico: la firma del decreto interministeriale in attuazione della legge che trasferisce a Regione Lombardia le quote delle società che gestiscono le infrastrutture.
«Noi siamo pronti e ogni giorno che si perde è un giorno di ritardo che rischia di mettere in discussione le opere per Expo» aveva dichiarato Maroni all’indomani della spinta importante data un paio di settimane fa con l’approvazione del provvedimento di defiscalizzazione da parte del Cipe. Il decreto di cui parlava Maroni è stato fatto dal ministro degli Affari regionali e deve avere due firme, del ministro dell’Economia e del ministro delle Infrastrutture, e poi deve essere pubblicato in Gazzetta.
«Su questo aspetto non abbiamo ricevuto le risposte che ci aspettavamo» sottolinea Mantovani, nel salire sul pullman che lo riporterà fuori dal cantiere di Expo.
Per la provincia di Varese, e per l’accesso a Malpensa, è fondamentale che Pedemontana venga aperta per le prime due tratte, fino a Lentate sul Seveso dove si congiunge con la superstrada Milano-Meda. In tema di infrastrutture, Matteo Renzi si è limitato a ricordare che «il ministro Maurizio Lupi ha il compito di farle ripartire, con un punto di riferimento nel decreto Sblocca-Italia che vareremo entro fine mese».
È il decreto che permetterà di far ripartire circa 43 milioni di euro di opere pubbliche, tra cui anche quasi un miliardo su Malpensa.
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