È online da alcune settimane, si chiama Riadopera.it ed offre gratis la possibilità di cedere ad altri a titolo gratuito oggetti che non si usano più.
Il progetto è ambizioso, non solo oggetti ma anche tempo, risorse, competenze. L’iniziativa è in linea con la tendenza del momento, quella di responsabilizzare in primo luogo sull’uso e sul consumo di oggetti, ma si propone soprattutto di creare un senso di comunità e quindi un circolo virtuoso tra persone che vivono vicine, nella stessa zona o nella stessa provincia.
Ideatrice è una varesina d’adozione, , bolognese che lavora nel sociale e che è riuscita a coinvolgere già diverse persone, tutto è senza scopo di lucro ma con grandi possibilità di sviluppo.
«È un cambio culturale, non possiamo più consumare come una volta, è un modo di percepire e affrontare le cose – spiega – mettere insieme le idee, gli oggetti, il proprio tempo come le proprie competenze, tutto questo può creare ricchezza. Il modo migliore per ottenere la riduzione dell’impatto ambientale è evitare di generare rifiuti inutili; le comunità solidali riescono a produrre valore concreto senza necessariamente comprare o scambiare denaro, e la mia competenza o il mio oggetto diventa un valore se lo condivido; il consumo critico non è soltanto attenzione alla filiera di produzione, significa la riduzione dello spreco e la valorizzazione delle cose non necessariamente attraverso l’acquisto. Significa fare un passo indietro imparando a valorizzare, quindi una fruizione non compulsiva delle cose, la possibilità di riutilizzarle. Consumare sì, però in una maniera più ragionata, critica appunto».
Il terreno è fertile e sono varie le iniziative che stano prendendo piede in tutta Italia: «A Bologna stanno nascendo spunti interessanti – prosegue l’ideatrice – come la Social Street via Fondazza (la cui pagina Facebook ha più di 6000 like e sono arrivati a oltre 250 nuove social street, ndr), sono iniziative per fare comunità e insieme condividere momenti, spazi e risorse. Una volta che le persone si conoscono hanno modi più semplici per fare le cose. Il “paese” di una volta è la strada in cui si abita, allora conosciamoci e vediamo che ne vien fuori».
Non si vende, non si baratta, si regala: sono oggetti nuovi, usati o usati e danneggiati, ovvero da risistemare ma comunque funzionanti e la cui funzionalità o estetica non è compromessa. Si sono adoperati gratuitamente per il sito My Media e la Grafica Patelli di Varese che ha prodotto il materiale promozionale per i gadget con cui a maggio scorso si sono fatti conoscere al Mercatino di Carnago (le “Riciclatte”, lattine trasformate in vasi fioriti che pubblicizzano il sito con frasi come “chi non muore si rivede” o “nella vita nessuno ti regala niente, oppure no… www.riadopera.it”).
, libera professionista grafica varesina li ha aiutati per aspetti grafici, definizione logo e li ospiterà domenica nel suo stand “L’angolo della carta”. A breve ci saranno spazi dedicati a modi per ridare nuova vita ad oggetti e news su tutto quel che sul territorio si muove: «In questo senso vorremmo fosse un punto di riferimento a Varese e provincia, per sapere cosa succede sul territorio – aggiunge Gilardi – in un circuito di eventi e stimoli, uno spunto per una serie di attività».
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