Scandalo rimborsi in Regione Lombardia, la Procura ha chiuso le indagini: sette ex consiglieri varesini rischiano il processo per peculato. Ci sono quattro leghisti contro tre dell’ex Pdl. Per altri sette è arrivata la richiesta di archiviazione: «Estranei all’approfittamento illecito di risorse pubbliche».
Dall’inchiesta, condotta dai pm della Procura di Milano
e , sono usciti senza macchia, grazie all’archiviazione emessa lunedì, altri sette consiglieri ed ex consiglieri eletti in provincia di Varese: (nel frattempo deceduto) della Lega Nord, , e del Pdl,
e del Pd.
Nello spirito della norma regionale, i pm hanno ritenuto plausibili spese per acquisti di telefoni e materiale informatico, per la formazione e l’organizzazione di convegni, incluse quelle per pranzi e cene, «se contestualizzati nell’ambito di un evento esterno di rilievo, di rappresentanza», ma anche solo come «momento finalizzato alla trattazione di temi di politica regionale».
In altri casi è stata la «modestia di alcune spese, in un contesto generale di sostanziale correttezza e adeguatezza delle spese» a far propendere i magistrati per l’assenza di un approccio votato «all’approfittamento illecito». A questo punto restano però 59 indagati, su 92, ancora a rischio di rinvio a giudizio. Tra i varesini ci sono quattro leghisti (, , e ) e tre ex Pdl (, e ). Al Trota erano stati contestati rimborsi per 22mila e 600 euro di snack, materiale informatico, spazzolini da denti, un frigorifero, un localizzatore di autovelox e dei cocktail.
Tra cui due scontrini del luglio 2010 battuti nella discoteca milanese Hollywood: 24 euro l’uno, il primo per un mojito, un Campari e un Negroni, l’altro per tre spritz. Bossetti avrebbe speso, nel 2011, quasi 15mila euro per comprare dolci in pasticceria e fare colazione con brioche e caffè, Longoni s’era fatto rimborsare 27mila euro. All’ex assessore Ruffinelli contestano 53mila euro: oltre al celebre scontrino per i “Mon Cheri” allegato ad un pranzo in Autogrill da 16 euro insieme al marito, altri conti di pranzi e cene in Liguria nel periodo di Ferragosto.
All’ex capogruppo Pdl Paolo Valentini sono stati messi sotto osservazione 118mila euro di rimborsi. Tra gli scontrini contestati a Giorgio Puricelli (Pdl), oltre a giornali poco “istituzionali” come “Chi”, anche un conto da 28 euro e 50 per «nove bibite consumate sul divano» in un locale a Gallarate attorno a mezzanotte. In tutto 20mila euro.
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