Santander incontra gli investitori «Le opportunità sono all’estero»

Quadro macroeconomico e prospettive dei mercati finanziari, questi in sintesi gli argomenti sviluppati nell’incontro che si è svolto la settimana scorsa nella prestigiosa villa Panza, organizzato da Banca Santander. Le dinamiche prese in esame e le valutazioni della situazione economica globale esposte dagli esperti mettono in luce una situazione diversa rispetto all’Italia, con prospettive di opportunità e rendimento. L’estero attrae, nonostante il dato che conferma che il 90% del risparmio italiano sia allocato sul territorio nazionale: i mercati esteri hanno un diverso appeal e rappresentano diverse opportunità, per dati di crescita e di valutazioni.

Il lavoro sviluppato dai consulenti di Santander Private Banking (in collaborazione con MFS e PIMCO, due società di servizi finanziari) è stato quello di studiare le realtà dei singoli paesi e tracciarne un quadro completo, a partire dai dati demografici, che garantiscono forza lavoro, a quelli delle imprese, per delinearne strutture e solidità, ma anche a quelli culturali, da cui emergono segnali di crescita sociale, rilevanti per impiegati, quadri e una classe dirigente di qualità. Il futuro degli investimenti è rivolto ad una flessibilità e ad una varietà di portafoglio che si estende nella scelta dei mercati emergenti.

Non tutti tra i mercati emergenti però, hanno un Pil in crescita, è il caso dei paesi sudamericani: «Negli ultimi dieci anni le valutazioni dei mercati sono più favorevoli rispetto al passato – ha detto Luisa Gresellin di MFS – la crescita del Pil è maggiore in questi paesi più che in quelli dei mercati emergenti. In Brasile si è fatta una corsa all’educazione, sul livello dell’istruzione secondaria, studio e laurea hanno migliorato il reddito, ed è diversa la condizione di un impiegato laureato. Anche in ambito sanità, in cui ci sono molte aziende su cui puntiamo, il livello del benessere è aumentato, dunque aumentano le cure e l’attenzione alla persona a cui prima, per bassi redditi, si era costretti a rinunciare». La Cina è uno dei

mercati emergenti di punta, dove i tempi diversi e l’accelerazione nel realizzare opere e strutture che fanno la differenza, anche se la chiave resta differenziare il portafoglio per i mercati obbligazionario e azionario. Il quadro mondiale non è depresso, la crisi che si vive nell’Eurozona all’estero ha numeri diversi e più confortanti. I mercati finanziari globali vivono un periodo eccezionalmente positivo, i tassi sono storicamente bassi (Fed 0,25% e Bce 0,75%), come ha spiegato Mattia Barosi, con un incremento del 50% tra il 2008 e il 2012 (rispetto ai quadrienni 2000-2004 e 2004-2008), con previsioni di Pil globale per il 2013 del +3,3% con inflazione al 2,6% (Usa 2,1% e 1,6%, Europa -0,3%, 1,5% e tasso Bce 0,50%, Italia -1,5% e 1,7%, paesi emergenti 5,5% e 4,4%).

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