Qualcosa di positivo si sta muovendo tra le imprese del settore dell’artigianato rappresentate dalla Cna varesina: qualche segnale di miglioramento arriva dal cauto ottimismo degli imprenditori, alimentato dai positivi risultati dei primi mesi dell’anno ma anche da segnali positivi per l’immediato futuro.
Non certo abbastanza per mettere fine alla parola crisi, ma, sottolinea la Cna, «in una realtà come quella dell’artigianato che vive la sua realtà imprenditoriale in prima linea e senza reti di protezione, poter tornare a operare in un ambiente che sembra rasserenarsi è di grande importanza». Certamente ci sono ancora molte cose da fare per poter tornare a crescere: ancora quattro imprese su cinque ritengono fondamentale ridurre carico fiscale e burocrazia.
«Siamo in una fase critica – commenta Franco Orsi, Presidente di Cna Varese – e servirebbero, oggi più che mai, un Governo solido e autorevole» servono, continua il presidente Orsi «misure coraggiose di sostegno a una ripresa che appare ancora troppo fragile per poter crescere autonomamente».
I dati parlano ancora di una situazione di fragilità: «Le statistiche sulla nuova imprenditorialità del 2013 segnalano, almeno a Varese, una ulteriore preoccupante diminuzione e, al contrario, un incremento importante delle cessazioni: l’auspicio è che negli ultimi mesi di questo anno possa esserci un consolidamento del sistema economico, alimentato non solo dalla contrazione del numero di imprese sul mercato ma dall’avvento di nuova imprenditorialità, magari giovane e operante in settori innovativi».
Entrando nel merito delle risposte, nei primi otto mesi del 2013 un’impresa su quattro ha registrato dei miglioramenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre quasi il 35% attesta di aver mantenuto i livelli.
Il 37% ritiene invece di aver peggiorato la propria situazione: una percentuale sintomatica di uno stato di sofferenza, ma di gran lunga inferiore a quanto rilevato nel 2012, quando a rispondere in questo modo era oltre il 60% delle imprese. Anche dai dati pervenuti rispetto alle aspettative per l’immediato futuro sembra di poter cogliere un miglioramento del clima complessivo:, solo il 39% teme che la situazione possa ulteriormente peggiorare, mentre oltre il 60 % si aspetta un miglioramento o il mantenimento delle posizioni acquisite nel primo scorcio di esercizio.
Sul fronte delle priorità di intervento, poi, 4 imprese su 5 ritengono fondamentale ridurre carico fiscale e burocrazia, mentre accesso al credito e tenuta dei livelli occupazionali non vengono considerati, in questa fase, questioni rilevanti. Diminuisce anche la percentuale di coloro che manifestano pessimismo rispetto al futuro: rappresentano poco più del 13% delle risposte, mentre nelle rilevazioni più recenti risultavano essere tra il 24 e il 36 %.
Varese
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