VARESE Un omicidio orrorifico, si era scritto dell’uccisione di Dean Catic, il diciassettenne massacrato la notte del 21 aprile di due anni fa da due giovani poco più grandi di lui, Andrea Bacchetta e Jacopo Merani, e sepolto nell’orto di casa di quest’ultimo in via Duno, avvolto dentro ad un cellophane, forse ancora vivo nonostante le coltellate al corpo e un colpo di piccone per sfondargli il cranio.
Una storia maledetta e torbida: per le modalità turpi dell’esecuzione, ma anche per il profilo di Bacchetta e Merani, che ancora, a due anni da quel fatto sembrano non mostrare segni reali di pentimento, e nemmeno forse di presa di coscienza dell’abnormità di un omicidio e di quanto hanno fatto patire a quel povero ragazzino.
Ieri in Tribunale a Varese la sentenza del processo che si è celebrato con rito abbreviato. Bacchetta e Merani sono stati condannati a 20 e 6 mesi di reclusione (il pm Abate aveva chiesto l’ergastolo per entrambi). Esclusa la premeditazione. Merani dovrà scontare ulteriori cinque anni in ospedale psichiatrico giudiziario.
e.marletta
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