Rendere più efficaci i modelli per la valutazione del rischio lavorativo e sburocratizzare gli adempimenti richiesti alle aziende del Varesotto: è questo l’obbiettivo dell’accordo presentato ieri tra Confartigianato Imprese Varese e l’Azienda sanitaria locale in tema di sicurezza del lavoro.
La valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori sarà semplificata e standardizzata e scaturirà regole più facilmente applicabili alle imprese facenti parte di uno stesso settore.
«Da ente di vigilanza, diventiamo partner nella realizzazione di un accordo che va a favore dei soggetti vigilati – afferma il direttore sanitario dell’Asl Stefano Taborelli – E lo facciamo per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro, un valore che deve essere condiviso dal maggior numero di soggetti per avere un senso». «Le aziende del territorio sono molto sensibili alla questione ma spesso sono spaventate dalla burocrazia – gli fa eco il presidente di Confartigianato Davide Galli – Renderla più snella è un aspetto molto impattante che favorisce l’applicazione spontanea delle regole».
La rivoluzione sta nel metodo: viene dato un taglio alle relazioni troppo ampie e dettagliate, a volte stilate da costosi professionisti, che spesso finiscono dimenticate in un armadio.
Il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori del lavoro ripetitivo nella micro e piccola impresa verrà valutato su un campione di una decina di aziende tra le 53 del settore delle imprese di pulizie: si verificherà quali pratiche e quali tipi di sforzi danneggino mani, polsi, gomiti e spalle.
Le risultanze costituiranno un documento che definirà le nuove linee guida e la metodologia da adottare che diventerà poi comune a tutte le realtà facenti parte della stesso ramo.
In concreto, ogni azienda con mansioni simili potrà condividere – in tutto o in parte, secondo le esigenze – questa valutazione standardizzata senza ulteriori adempimenti.
Il riferimento tecnico per il progetto sarà la Check-list Ocra che considera la frequenza di azione, l’intensità della forza, la durata dello sforzo, le posture e l’organizzazione del lavoro.
«Si è scelto di partire dalle imprese di pulizia perché sono quelle nelle quali si registra la maggior variabilità di impegni lavorativi a carico di ciascun collaboratore – spiega Paolo Berlusconi, ingegnere responsabile del progetto per Confartigianato – In questo senso lo studio potrà fornire utili basi di conoscenza anche per altri comparti».
Il focus sugli arti superiori è invece dovuto al numero sempre crescente di malattie di origine lavorativa che li riguardano: «Dalla sindrome di De Quervain a quella cosiddetta spalla-mano fino a quella relativa al tunnel carpale, i disagi all’apparato muscolo scheletrico sono in aumento – spiega il medico Pierluigi Turtura – Sia per le modalità del lavoro spesso ripetitivo, sia perché sono cambiate conoscenza e coscienza di queste malattie che prima non venivano neppure segnalate».
La chiosa del nuovo patto sulla sicurezza nel lavoro è affidata al direttore generale degli Artigiani Mauro Colombo: «Con questo accordo vogliamo da una parte superare i pregiudizi che spesso esistono sull’ente pubblico e dall’altra fare in modo che Confartigianato sia un motore di diffusione di buone pratiche che siano anche efficaci e razionali. Il documento di valutazione del rischio rappresenta il vero fondamento della sicurezza aziendale».
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