Totò, il pappagallo si è smarrito

I proprietari si dicono pronti ad offrire una ricompensa in denaro

«Totò non è un semplice animale domestico. È un pezzo della nostra famiglia. È quasi come un bimbo, per noi. Aiutateci a ritrovarlo. Siamo pronti ad offrire un’adeguata ricompensa a chi dovesse riportarcelo a casa».

Totò è un pappagallino cenerino coda rossa di quasi due anni. Lo scorso 13 giugno è fuggito dall’abitazione di Casbeno dove viveva da quasi due anni. Totò non viveva rinchiuso in gabbia: «Lo abbiamo cresciuto praticamente noi – spiega Francesca, 35 anni, la “mamma” del piccolo papagallino – ti vola sulla spalla, non si allontana mai. Viene in giro con noi, sostanzialmente. È un coccolone unico, è dolcissimo. Adora farsi accarezzare e risponde quando lo si chiama».
L’abitazione dove Francesca vive con il marito è studiata a prova di pappagallino. Alle finestre sono state installate anche delle zanzariere speciali in modo che Totò possa volare tranquillo e senza rischi. Quello che è accaduto martedì scorso è il risultato di una concatenazione di eventi assurda.

Una folata di vento ha spalancato la finestra e Totò ha sbattuto contro il perno che aggancia la zanzariera aprendola. Il pappagallo, probabilmente frastornato e spaventato, è volato fuori perdendosi. «Ci siamo immediatamente attivati – spiega Francesca – abbiamo segnalato l’accaduto alla polizia locale e alla guardia forestale. Totò è regolarmente registrato con documenti cites». Non solo Francesca e il marito hanno tappezzato Varese con dei volantini e praticamente ogni giorno, quando non sono al lavoro, cercano Totò. Un pappagallino davvero singolare. «Vivendo con noi fa ciò che facciamo noi – spiega ancora Francesca – mangia anche ciò che mangiamo noi». Totò si ciba di pasta, spaghetti in particolare,

adora i formaggini e impazzisce per uva e pesche. Il dettaglio è importante. Perchè in caso di avvistamento «lo si potrà ingolosire, vincendone la diffidenza, magari con un acino d’uva. In modo da non farlo scappare via». Totò risponde anche al richiamo. «Lo abbiamo preso con noi che aveva circa nove mesi – dice la proprietaria dell’animale – e vive con noi da due anni. Quando lo abbiamo preso lo chiamavano già Totò e ci hanno detto che al nome era abituato e che sarebbe stato meglio non cambiarglielo. A noi interessava lui, comunque si chiamasse. Al nome Totò lui risponde. Capisce che si sta parlando con lui».

Francesca e il marito le stanno tentando tutte:«Ogni giorno che passa la speranza di riportarlo a casa scema un pochino», spiega. Totò, libero in mezzo alla natura potrebbe avere dei problemi perché non è abituato. «Abbiamo deciso di tentare il tutto per tutto pur di riaverlo con noi – aggiunge – tanto da essere pronti ad offrire una ricompensa in denaro a chiunque ce lo riporti. Pagheremo ciò che possiamo, pur di riaverlo con noi».
Chiunque avvisti Totò può cercare di chiamarlo senza spaventarlo e magari cercare anche di ingolosirlo con qualcosa da mangiare. Tutti gli avvistamenti e le segnalazioni potranno essere comunicati al comando di polizia locale o alla guardia forestale.