Tre varesini lanciano a Milano la grande “sfida del cubo di ghiaccio”

Ha molto di varesino la “Sfida del cubo di ghiaccio”, la singolare iniziativa che ha preso il via ieri mattina in piazza Castello a Milano, per promuovere il progetto Casa Clima, all’insegna dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.

Sono tre i protagonisti della provincia di Varese che partecipano alla “sfida”: l’ingegner Alessandro Giuliani, imprenditore di Travedona Monate, che coordina il progetto ed è il responsabile del distretto varesino del network Casa Clima Lombardia, l’architetto Luca Compri di Varese, che ha materialmente realizzato il manufatto e l’azienda Blm Domus di Tradate, specialista nella realizzazione di case passive.

La sfida iniziata ieri in piazza a Milano e che si concluderà l’8 ottobre, ha come simboli due cubi di ghiaccio di uguali dimensioni; l’iniziativa si propone di verificare, davanti agli occhi del pubblico tra 15 giorni, cosa resterà dei due cubi, uno dei quali posto all’aria aperta ed esposto quindi agli agenti atmosferici e alle variazioni climatiche e l’altro invece all’interno di una casetta termoisolata.

«L’idea è nata quasi per caso ed è frutto di una sinergia varesina – racconta Giuliani – ed ha visto la collaborazione tra il nostro network, che non ha fini di lucro ed il Comune di Milano in una location significativa come l’Expo Gate nella nuova isola pedonale del capoluogo lombardo». La sfida del cubo di ghiaccio che consisterà nello stabilire quanto peso avrà perso tra 15 giorni quello posto nell’istallazione realizzata dall’azienda milanese Tecnosugheri e disegnata dall’architetto varesino Compri.

«Nel giro di un paio di giorni il cubo esterno sarà sciolto – spiega il coordinatore del progetto – mentre quello protetto diminuirà non più del 10% del suo peso, grazie ai materiali isolanti con cui è stato realizzato il manufatto».

La sfida è ovviamente un pretesto per parlare, non solo tra addetti ai lavori, ma con i cittadini, dei vantaggi enormi derivanti da una casa caratterizzata dall’efficienza energetica e dalla sostenibilità ambientale.

«Siamo abituati a pensare a questo tipo di case somiglianti a cucce di cane o comunque esteticamente brutte – sottolinea Giuliani – attraverso questa sfida vogliamo dimostrare che sostenibilità, design ed estetica possono coesistere tranquillamente». Sono tre i materiali utilizzati per realizzare case sostenibili: legno, sughero e il vetro cellulare, ricavato dal riciclo del vetro.

«Vogliamo parlare e far parlare di sostenibilità – prosegue il coordinatore – lo faremo non solo con la sfida del ghiaccio ma anche organizzando eventi ed incontri anche con le scuole del territorio; attorno al manufatto abbiamo collocato alcuni semplici messaggi che la gente può leggere, che richiamano ai valori della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico».

L’iniziativa milanese made in Varese ha lo scopo anche di sfatare vecchi luoghi comuni, relativi ad esempio al costo di questo tipo di abitazioni. «Non è vero le case sostenibili costino di più di quelle tradizionali – conclude l’esperto – i costi sono gli stessi, certo occorre pensare a tutto quando si inizia a costruire; se si interviene in un secondo momento è chiaro che i costi tendano a salire».

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