VARESE – Un via vai continuo di clienti nei negozi che vendono, e soprattutto comprano oro, e pochi affari in gioiellerie. Questi gli effetti della corsa internazionale all’oro sulla nostra città dove la crisi morde ancora e dove il boom del prezzo del metallo pregiato diventa una risorsa per avere qualche euro in più in tasca, soprattutto a fine mese.
Basta entrare in uno dei tanti negozietti che vendono e comprano oro per rendersi conto della situazione: le commesse sono indaffaratissime con una presenza costante di clienti davanti al bancone e il telefono che squilla di continuo. Dall’altro capo della cornetta persone che si informano su prezzi, modi e tempi di pagamento. Sono in tanti quelli che cercano di vendere un po’ dei loro gioielli per recuperare qualche soldo da investire in bollette e spese più urgenti, giovani e adulti ma soprattutto anziani, pensionati, disposti dopo una vita a disfarsi di regali e oggetti preziosi, magari ricordi di famiglia, pur di avere una boccata di ossigeno. «Quest’estate stiamo lavorando davvero molto – racconta dalla sua postazione la commessa del Vendo compro oro di viale Valganna – in particolare aumentano le persone che decidono di disfarsi delle fedi nuziali, ma anche altri anelli, catenine o braccialetti di fattura antica, fuori moda, magari ricevuti per il battesimo o la comunione». Il gesto di disfarsi della fede nuziale sembra estremo, soprattutto per i vedovi, ma va precisato che nella maggior parte dei casi a compiere questa scelta sono persone separate o già divorziate.
Anche in gioielleria a dire la verità c’è chi cerca di avere qualche sconto o rinnovare i propri preziosi «barattando» quelli vecchi. «Da tempo il valore dell’oro è in salita ma dall’inizio dell’estate, negli ultimi due o tre mesi, i prezzi sono aumentati vertiginosamente e così la stessa catenina che l’anno scorso costava cento euro oggi ne vale quasi il doppio», racconta Felice Marelli, titolare dell’omonima storica gioielleria di piazza XX settembre. Il conto è presto fatto: «Se l’anno scorso un grammo di oro ci costava tra i 24 e i 25 euro al mese ora la stessa quantità vale anche 42 euro con il risultato che la vendita dell’oro al peso è praticamente bloccata, mentre quella dei lingotti corre veloce», aggiunge il gioielliere che solo su ordinazione precisa crea preziosi a richiesta. Assieme al costo dei gioielli aumenta anche quello delle riparazioni e così c’è persino chi rinuncia a riparare la catenina ne chiede la valutazione «e magari ne compra una nuova più moderna, lasciando qui quella vecchia rotta e fuori moda, in modo da ottenere uno sconto sul nuovo», racconta Marelli.
Diversa l’esperienza di Marco Parravicini, che non si può proprio lamentare del giro di affari «in linea con quello dell’anno scorso – afferma – sia come fatturato che per numero di scontrini». «É vero che il prezzo del puro è cresciuto molto, ma è solo una componente del prezzo finale composto anche dalla lavorazione ad esempio, dunque si nota maggiormente su prodotti meno elaborati, come ad esempio le fedi nuziali».
e.besoli
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