VARESE Alla fine il Pdl ha deciso di chiedere al sindaco il ritiro delle deleghe all’assessore Salvatore Giordano. Si è chiusa ieri, con la pronta risposta del primo cittadino, che ha annunciato in serata la revoca dai suoi ruoli dell’assessore, la vicenda legata al passaggio di Giordano a «Futuro e libertà». Ieri mattina la richiesta esplicita del segretario cittadino del partito Aldo Colombo al sindaco. E poche ore dopo il ritiro delle deleghe. Il sindaco Attilio Fontana si è limitato ad eseguire una richiesta di un partito che sostiene la sua maggioranza, visto che si trattava, come ha sempre detto, «di un loro problema interno».
Le sue deleghe, attività produttive e commercio e sicurezza sui luoghi di lavoro, sono state assegnate al vicesindaco Giorgio De Wolf. Il sindaco ha voluto ringraziare Giordano per il lavoro e la collaborazione prestati in oltre quattro anni del mandato. Si chiude la parabola dell’assessore più longevo della vita amministrativa degli ultimi anni, visto che era in carica ininterrottamente dal 2002, ed è stato l’unico esponente di giunta, già presente nella precedente amministrazione, ad essere inserito nella giunta Fontana. «La decisione è arrivata lunedì sera – dice il segretario cittadino del Pdl Colombo – dopo una riunione del nostro coordinamento cittadino. Abbiamo ascoltato le valutazioni dei consiglieri e degli altri assessori, ed abbiamo unanimemente confermato che Giordano non rappresenta più il partito nell’ambito dell’esecutivo cittadino. La scelta di affidare le deleghe a De Wolf manterrà un razionale equilibrio della giunta di Varese ed opererà nel contempo un sensibile risparmio economico».
«La strada intrapresa dall’assessore Giordano – continua Colombo – che per anni ha lavorato per il governo di centrodestra della città, si sta progressivamente allontanando da quella dell’alleanza che governa il Capoluogo e sembra diretta, analogamente a quella dei suoi nuovi referenti nazionali di Futuro e libertà, verso un incomprensibile limbo politico se non addirittura verso l’opposizione di sinistra.
Anche alcune recenti incomprensioni amministrative nei temi di competenza sono ad attestare la poca chiarezza della visione politica oltre che il carente confronto con i consiglieri eletti». «Niente di personale contro Giordano – precisa il vicesegretario cittadino Stefano Clerici – ma la sua scelta di aderire al Fli. Ma hanno pesato anche alcune sue scelte amministrative, la tensione in giunta e le proteste dei commercianti contro la sua politica».
Ma di vendetta personale parla apertamente l’ex assessore Giordano. «La politica si fa con coerenza – commenta l’esponente del Fli – un insegnamento che ho avuto direttamente da Ignazio La Russa. Lui ci diceva boia chi molla, ed io sono stato coerente. Forse lui, l’artefice di questa vendetta, non motivata da problemi amministrativi ma semplicemente dalla mia adesione al Fli, ha cambiato idea. Ed oggi si comporta da vero boia della politica». E contro La Russa, e quindi il suo seguito varesino, va lo sfogo dell’ex assessore. «Ho lavorato nel rispetto dei programmi, a favore della cittadinanza. Per questo mi rattrista che le opere che avevo in cantiere, soprattutto quelle legate al distretto del commercio, ai regolamenti dei mercati ed alla sicurezza sui luoghi di lavoro, rimarranno a età per colpa di persone arroganti, che hanno il potere di influire ingiustamente sulla buona amministrazione di una città. Sono stato un iscritto al Pdl, ma sono stato eletto con An. L’80% dell’elettorato che si ritrovava in quel partito, oggi sta con il Fli».
Marco Tavazzi
e.marletta
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