Varese-Larnaca 74-72: le pagelle dei biancorossi

Varese-Larnaca 74-72: le pagelle dei biancorossi
Il nostro Alberto Coriele dà i voti ai ragazzi di coach Moretti dopo la tiepida vittoria di ieri sera

Straripante nei primi venti minuti, segna in qualsiasi modo e da qualsiasi posizione. Dietro inizia male, sembra svagato, poi si riprende. Quando è in questo genere di serate, è un piacere vederlo giocare. Ha tenuto in piedi Varese da solo.

La tripla finale non basta a salvarlo, stavolta. La sua è una prestazione ai limiti della decenza, sbaglia tutto, si arrabbia, viene sostituito, rientra senza riuscire a combinare granché. Il leone, stavolta, è rinchiuso in gabbia. Tanti errori, alcuni banali, altri clamorosi, di nervosismo e di deconcentrazione.

La vince lui alla fine. Merita applausi per impegno, abnegazione, sacrificio, ma anche per qualità, per canestri e per assist. E’ un gran bel giocatore, resta lucido nelle situazioni più difficili e segna parecchio, soprattutto nel finale. Bravissimo, e pensare che all’inizio sembrava dovesse essere lui lo straniero escluso dal match. E meno male..

Rientro sul parquet per Luca, che era assente dal derby contro Cantù. Una manciata di minuti per riprendere confidenza, compie il solito lavoro sporco e segna anche. E’ mancato tanto e serve come il pane.

Meno brillante e meno protagonista rispetto al derby, però in grado comunque di dare un discreto contributo alla squadra, fatto di assist e qualche punto. Esce troppo presto per cinque falli e non lascia il segno che vorrebbe.

Un bellissimo canestro salutato dal boato di Masnago, però soffre molto quando viene pressato e commette un paio di ingenuità. Comunque ha personalità

Solitamente in coppa riesce a dare il meglio di sé, ma nei primi 34 minuti il suo contributo è praticamente nullo, poi si scuote con una tripla e con tre liberi a segno.

3/3 dal campo e 12 punti alla fine, che personalità soprattutto nel finale.

1/8 al tiro, 0/7 dall’arco, sono i numeri di una prestazione assolutamente da dimenticare. Sbaglia triple aperte che in allenamento segnerebbe ad occhi chiusi. Sugli scarichi deve fare la differenza, e non la fa mai.

La sua serata si apre con uno striscione che la curva gli dedica: Galloway game over. Lui non reagisce, sbaglia molto come suo solito anche se si intravede un briciolo di impegno in più del solito, certificato dai quattro assist finali.

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