Varese, processo al Nessun Dorme Il locale forse cambierà sede

Varese, processo al Nessun Dorme
Il locale forse cambierà sede

VARESE Il Nessun Dorma alla sbarra. È iniziato ieri il processo contro il circolo culturale di via Merano, in piena Valle Olona, che un anno fa venne chiuso in seguito ad un’operazione della polizia di stato durante il concerto di Babaman, uno dei rapper underground più seguiti. In aula, davanti al giudice monocratico Anna Azzena, il presidente dell’associazione, Alessio Tadiello. «Vogliamo sicuramente ricominciare con i nostri concerti il prima possibile – ha detto Tadiello alla fine dell’udienza – anche se stiamo cercando un’altra sede: in via Merano, evidentemente, non eravamo bene accetti».

Il locale è stato chiuso nell’ottobre 2010, e da allora il circolo di via Merano è completamente sigillato: «non abbiamo ancora avuto il permesso di entrare per portare via le nostre cose – dice Tadiello – anche per questo non abbiamo ancora ricominciato l’attività. Abbiamo anche ricevuto lo sfratto dalla proprietà, perché non potendo esercitare non possiamo pagare l’affitto. Ma non possiamo nemmeno sgomberare i locali». Il Nessun Dorma è sul banco degli imputati soprattutto per infrazioni in materia di normative sull’igiene e la sicurezza, ma i responsabili dell’associazione, un circolo culturale affiliato alla Uisp, sono anche accusati di aver fatto lavorare in nero sette dipendenti.

Nel 2007, quando il Nessun Dorma aveva appena iniziato l’attività, era già finito nel mirino delle forze di polizia, sempre con l’accusa di nascondere dietro l’associazione culturale un normale locale notturno, con fini di lucro come ogni azienda privata. «Ci hanno accusato di falso tesseramento – racconta Tadiello – cosa che ci hanno contestato anche questa volta». Perché per entrare nel locale era necessaria la tessera di iscrizione di 10 euro, ma secondo l’accusa molte di queste erano “di comodo”, fatte cioè solo per permettere l’ingresso alla singola serata. Un’accusa sostenuta dal fatto che la sera del concerto di Babaman la maggior parte dei ragazzi presenti aveva sottoscritto la tessera la sera stessa.

Il Nessun Dorma, insomma, non ha mai avuto una vita tranquilla, e non solo per il lavoro delle forze di polizia: il rapporto con i residenti della zona non è mai stato buono, soprattutto a causa della musica ad alto volume e degli schiamazzi fino a tarda ora. «Ma non vogliamo rinunciare al nostro progetto – dice Alessio – vogliamo ripartire, stiamo già cercando una nuova sede. Ci piacerebbe poterci lasciare in fretta alle spalle questo processo, per ripartire da zero o quasi da un’altra parte». Anche perché a Varese la richiesta di locali che offrano musica e concerti è alta, quelli del Nessun Dorma lo sanno bene. È però difficile trovare un luogo ideale, lontano dalle case ma non irraggiungibile da chi cerca divertimento. I ragazzi del Nessun Dorma, però, non vedono ancora la luce alla fine del tunnel, perché la prossima udienza sarà solo il 19 marzo 2012, e non sarà di certo l’ultima.

Chiara Frangi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google