Varese, un blackout blocca Cartabbia

Varese, un blackout blocca Cartabbia

VARESE Cartabbia messa ko ieri da un blackout che ha lasciato il quartiere completamente senza corrente per più di otto ore, dalle sei del mattino sin quasi alle tre del pomeriggio. Otto ore di passione con abitazioni al freddo, negozi chiusi e bambini costretti a stare a scuola con le giacche.

I cittadini della zona che hanno iniziato a tempestare l’Enel di segnalazioni di guasto prima dell’alba. Immediato l’intervento dei tecnici che in un primo momento hanno provveduto alla sostituzione di alcuni fusibili nella centralina e riattivato la corrente. Ma la riparazione si è presto rivelata insufficiente e nel giro di una mezz’ora il quartiere è rimasto nuovamente al buio. Dunque è intervenuta una seconda squadra di tecnici che ha analizzato l’elettrodotto e scovato il guasto sotto l’asfalto di via Tasso, quella che da via Gasparotto scende verso Capolago. In pratica un cavo conduttore si è bruciato e i lavori per sostituirlo sono stati lunghi e abbastanza ingombranti da rallentare il traffico.

La corrente ha ricominciato a circolare regolarmente solo alle tre meno un quarto, quando la maggior parte delle persone aveva già preso qualche contromisura. Chi ha potuto ha scelto di trascorrere la mattinata altrove in attesa che il peggio passasse. Tra questi ci sono molti residenti e un esercente, il titolare del negozio di calzature per bambini «Bel piedino» che a metà mattinata, quando era ormai chiaro che la soluzione del problema avrebbe richiesto ore, ha deciso di chiudere bottega avvisando i clienti con biglietto scritto a mano appiccicato sulla porta: «Chiuso per blackout». Diversa la scelta di un gruppo di circa quindici signore del rione che ieri mattina si era dato appuntamento per festeggiare la «Gioeubia»: trovando le case

troppo fredde si sono radunate nel salone del ristorante «Da Gennaro», dove il forno a legna, oltre a sfornare pizze, serviva a rendere più tiepido l’ambiente. «Certamente il ristorante ha risentito negativamente del blackout, perché alla gente non piace mangiare al freddo e poi siamo rimasti senza macchinetta del caffè e senza lavastoviglie – spiega il titolare del locale e consigliere comunale Mimmo Esposito – ma i tempi di intervento lunghi hanno messo in difficoltà soprattutto le scuole». Le insegnanti hanno avvertito del problema le famiglie, e qualche genitore ha preferito tenere il figlio a casa, ma per la materna Riva Foscarini la beffa è arrivata nel pomeriggio: una volta tornata la corrente, la caldaia si è comunque rifiutata di ripartire.

f.tonghini

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