«Giusto procede perché il centro città sia pulito e in ordine, ma devono esserci pene certe per gli imbrattatori».
Questo il commento unanime dell’associazione italiana amministratori condominiali di Varese, Ascom e Confesercenti in merito a quanto previsto nel nuovo Regolamento del decoro urbano cittadino che impone ai proprietari degli immobili la pulizia degli scarabocchi dai muri di loro competenza.
«Bisogna agire alla fonte – commenta , presidente provinciale dell’associazione amministratori condominiali – e soprattutto il Comune dovrebbe indicare delle aziende convenzionate, quindi con prezzi agevolati, che svolgono questo tipo di servizio. Oppure, come avviene a Milano, che Aspem metta in campo una squadra ad hoc che per questo tipo di interventi».
Perché come ricorda Leta, al giorno d’oggi le priorità sono cambiate. «Va bene l’estetica, ma bisogna tenere conto dei tempi che non sono dei migliori sotto l’aspetto economico».
«Sicuramente il privato che deve scegliere se imbiancare la facciata del proprio immobile o cambiare la caldaia, decide di cambiare la caldaia e piuttosto paga i 150 euro di sanzione. Poi, il Comune interviene, svolge il lavoro per conto del privato e gli addebita i costi. Un normale cittadino che conosce i tempi della burocrazia, e non può permettersi di pagare l’intervento, è spinto a preferire questa opzione».
Così, il presidente dell’associazione amministratori condominiali ritiene che per il privato che si fa carico di ripulire il danno fatto da altri debba essere agevolato.
«Ad esempio, sconti da parte delle aziende convenzionate addette a questo tipo di servizio e detrazione Irpef del 50% della spesa sostenuta». Anche il referente cittadino di Ascom, , ritiene che il problema vada affrontato a monte. «Credo sia necessario che le tutte forze politiche locali mettano in campo un gioco forza comune: mantenere un buon livello di decoro urbano significa punire chi non si comporta secondo le regole di una società civile».
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