Villa Hussy, muro storico a rischio demolizione: scontro politico sulla riqualificazione

Interrogazione urgente del consigliere Furio Artoni. Il centrodestra: “Così si cancella la storia e si apre la strada al degrado”

LUINO – Il futuro di Villa Hussy finisce al centro del dibattito politico cittadino. Lo storico muro perimetrale della villa, edificio Liberty che ospita la Biblioteca civica e l’Archivio Vittorio Sereni, potrebbe essere abbattuto nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana promosso dall’amministrazione comunale. Una prospettiva che ha spinto il consigliere comunale Furio Artoni a presentare un’interrogazione urgente, chiedendo alla giunta di riconsiderare la scelta.

Secondo gli Stati Generali del Centro Destra, l’abbattimento della recinzione non rappresenterebbe una semplice modifica urbanistica, ma un intervento capace di compromettere sia il valore storico del complesso sia la sicurezza dell’area. Il muro, spiegano, non è un elemento accessorio, ma parte integrante della villa e della sua identità architettonica.

Villa Hussy affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento: costruita nel 1876, passò nel 1935 alla famiglia Hussy, industriali svizzeri del tessile, diventando uno degli esempi più significativi della “Luino moderna”. Donata successivamente al Comune, è oggi uno dei principali poli culturali cittadini. Anche il muro perimetrale, sottolineano dal centrodestra, contribuisce a definire e proteggere questo spazio.

Il progetto di riqualificazione prevede invece la demolizione della recinzione storica e la sua sostituzione con un muretto-seduta alto circa 45 centimetri, con l’obiettivo dichiarato di “aprire alla vista il giardino e favorire la socialità”. Una motivazione che gli esponenti dell’opposizione giudicano astratta e lontana dalla realtà quotidiana di Luino. «Aprire gli spazi senza adeguate tutele, sostengono, significa spesso esporli al degrado, come dimostrano altre aree cittadine».

Oggi il giardino di Villa Hussy è considerato un luogo protetto e tranquillo, frequentato da studenti che studiano all’aperto e da cittadini che partecipano a presentazioni di libri e iniziative culturali. Secondo il centrodestra, eliminare il muro significherebbe trasformare questo spazio in un’area di ritrovo incontrollata, con il rischio di schiamazzi, sporcizia e bivacchi notturni.

Nell’interrogazione depositata, Artoni chiede all’amministrazione se sia possibile fare marcia indietro sulla demolizione, quali misure concrete siano previste per garantire sicurezza e decoro e se esistano alternative in grado di valorizzare Villa Hussy senza snaturarne la storia.

«Non è una battaglia ideologica, ribadiscono dagli Stati Generali del Centro Destra, ma una questione di buonsenso. La storia va preservata, non smantellata; i luoghi della cultura vanno tutelati, non esposti al degrado». Una posizione netta che apre ora un confronto politico destinato a far discutere, mentre sul destino del muro di Villa Hussy resta ancora aperta l’incognita.