Zona franca nelle province lombarde di confine, «siamo pronti a spingere sul governo nazionale» per ottenere questo risultato. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alle attività produttive, ricerca e innovazione, che dopo la sua apertura sull’ipotesi dell’istituzione di una “zona a burocrazia zero” anche per la provincia di Varese, precisa il metodo con cui intende muoversi per centrare l’obiettivo, uno dei primi e più ambiziosi che si è posto nel suo incarico.
«Attuare una politica al servizio del bene comune, procedendo attraverso l’ascolto delle necessità espresse dal territorio seguito dal compimento dei fatti, è da sempre il metodo di lavoro che perseguo con impegno e convinzione – sottolinea l’assessore Melazzini in una nota di precisazione del suo intervento e di risposta agli appelli ad agire subito, in particolare quello del commissario di villa Recalcati Dario Galli – per questo motivo accolgo favorevolmente gli inviti a far presto ad attuare il progetto che intendo portare avanti in particolar modo nelle zone di confine che interessano diverse province lombarde, Como, Varese, Sondrio, con la possibilità che sia esteso a molteplici realtà territoriali».
Quello delle “zone franche” (aree caratterizzate da semplificazione burocratica e agevolazioni fiscali ad hoc per le imprese) deve essere, ribadisce Melazzini, «un progetto che dia soprattutto alle imprese l’opportunità di alleggerirsi dei pesi della burocrazia e della pressione fiscale, così come avviene oltre confine, puntando all’applicazione di strumenti innovativi. Siamo pronti a spingere anche sul governo nazionale affinché si muova in tale direzione per favorire un concreto rilancio economico della Lombardia e convincere gli imprenditori a continuare ad investire nel nostro territorio». A. Ali.
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