Tanti soldi ma si buttano  Varese incassa sui divorzi

Tanti soldi ma si buttano  Varese incassa sui divorzi

VARESE I varesini, troppo impegnati a far soldi, diventano nervosi, così la vita di coppia si trasforma in un inferno e a sorridere sono gli avvocati, mentre marito e moglie vanno incontro a un alto rischio di ammalarsi di tumore o di suicidarsi. Prima o dopo aver divorziato, naturalmente. Tra l’altro leggono pochissimo e spendono ancor meno per godersi qualche spettacolo, vuoi perché i soldi li impiegano per il fitness, vuoi perché ci sono poche librerie rispetto al territori, 1,27 sale cinematografiche (“Italia Oggi”) e solo 3.554,4 spettacoli ogni 100 mila abitanti (“Sole 24Ore”). E’ quanto emergerebbe dalle statistiche di “Italia Oggi” e del “Sole24Ore” se le guardassimo con occhio distaccato e ironico, ma i dati incolonnati per pagine e pagine, a volerli compulsare per bene, mostrano una Varese né carne né pesce, in un’aurea mediocrità da media classifica, con qualche eccellenza ma molte insufficienze, soprattutto nei soliti punti dolenti, cultura e intrattenimento.A colpire è il dato sui divorzi: per i matrimoni in crisi Varese è al posto numero 80 della classifica del “Sole 24Ore”, come dire 63,9 divorzi o separazioni ogni 10 mila famiglie. Tantino, se si pensa che in vetta alla fedeltà si viaggia intorno al 17,3 (Crotone, prima) o al 21,1 (Olbia e Sassari, a seguire). Diverso concetto del senso di famiglia tra nord e sud, visto che, con clamorosa inversione di tendenza, le province meridionali sono in questa colonna tutte in cima. «Di certo c’è meno cultura della famiglia oggi, ma in generale. Tra l’altro le statistiche vanno a riguardare coppie giovani che vengono da una tradizione familiare spesso già segnata da divorzi o separazioni. Tutto sta insomma a ciò che si impara in casa: fino a tre generazioni fa era scandaloso anche soltanto pensare a separarsi, oggi si esagera nell’altro senso», sottolinea Paolo Franchini, scrittore e acuto osservatore del costume. In compenso

le nascite sono in netto aumento, ma soprattutto per il maggior numero di stranieri residenti nella nostra provincia.Le cose per Varese non vanno bene anche per salute e ambiente: “Italia Oggi” riporta come nel nostro territorio i morti di tumore siano in deciso aumento e la provincia si posizioni all’ottantesimo posto su 103, mentre decisamente alto è anche il numero di suicidi, 13,09 su 100 mila abitanti con la posizione numero novantasei. La pagella ecologica del “Sole24 Ore” invece pone Varese al cinquantaduesimo posto, né bene né male, mentre un ottimo risultato è ottenuto nei collegamenti, dove la nostra provincia è al secondo posto dopo Trieste.Il dente che duole, al solito, è quello di cultura, spettacoli e tempo libero, letture incluse. «Però non sarei così negativo», prosegue Franchini, «le statistiche si fondano sui biglietti staccati, mentre le iniziative culturali sono spesso fai da te e sommerse, quindi poco documentabili. Certo la richiesta di spazi, di attenzioni e di proposte esiste, ma talvolta le istituzioni non se ne accorgono o fanno finta di nulla».A Varese si legge poco, per il “Sole 24 Ore” la nostra città si posiziona al posto 49, con un indice di assorbimento libri in percentuale sulla popolazione di 0,55, lontano dal leader, Milano, che ha un rotondo 3,30, pari a mille punti contro i nostri 167.«Anche qui va messa una tara, chi non ha abitudine alla lettura non va in libreria come non scarica libri per l’i-pad. È sempre una questione educativa, se in famiglia c’è la frequentazione dei libri, anche le nuove generazioni ne sono contagiate». A far soldi, in compenso, siamo sempre bravi, per “Italia Oggi” il nostro tenore di vita è il sesto in Italia (nel 2009 eravamo al posto 14) e ciò si riflette anche nella spesa mensile pro capite per i consumi, tra le più alte del Paese.Mario Chiodetti

s.bartolini

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