Dopo due anni di elaborazione il nono censimento dell’industria e dei servizi offre i suoi primi risultati. Dati raccolti nel 2011, dunque ormai invecchiati da due anni in cui la crisi ha continuato ad imperversare e quindi a cambiare, ma che, se paragonati a dici anni fa mostrano comunque un’evoluzione.
A livello regionale il tessuto imprenditoriale mostra un buon dinamismo, anche se i livelli di occupazione sono pressochè stazionari, frenati soprattutto negli ultimi anni da trasferimenti di sede, delocalizzazioni all’estero e ristrutturazioni organizzative. La regione resta al top per le organizzazioni non profit che hanno avuto una crescita a due cifre (+37,8%).
Lo spaccato varesino presenta una situazione del tutto simile a quella regionale. Poche imprese in più, situazione occupazionale stabile, molte meno istituzioni pubbliche che tuttavia hanno portato ad una contenuta riduzione di organico e molte più organizzazioni non profit che continuano ad impiegare nuovo personale.
Sono 65.707 le imprese oggi, contro le 62.335 del 2001: una crescita di poco superiore al 5% nel decennio che non è stata seguita da una pari crescita degli addetti. In dieci anni gli addetti nelle imprese sono infatti cresciuti del 2,2%, arrivando a quota 267.256. Se guardiamo alla dimensione sono cresciute le imprese con una sola persona: in pratica i cosiddetti lavoratori a partita Iva, mentre si sono ridotte più di tutte le imprese che hanno da 20 a 49 addetti.
Guardando agli altri dati risultano poi in diminuzione, di quasi un centinaio, il numero delle istituzioni pubbliche con i rispettivi addetti: ma mentre il numero in assoluto è calato del 36,1%, il numero degli addetti si è ridotto in del 9,3%. Come invece accade a livello ragionale anche nella nostra provincia le istituzioni non profit sono decisamente cresciute: +41,4%. In tutto sono 4.240 e impiegano 10.777 addetti, cresciuti in dieci anni del 55%.
Varese
© riproduzione riservata













