Bandi, mecenati, leggi che impongono restauri, sconti sulle tasse. La salvezza del nostro patrimonio pubblico potrebbe essere contenuta in queste parole.
Qualche mese fa, Italia Nostra aveva promosso nelle scuole un concorso fotografico che chiedeva agli studenti di andare a caccia di luoghi degradati. Da quel lavoro era nata una mostra fotografica.
Adesso tutti i proprietari – privati o pubblici – delle brutture fotografate dai ragazzi riceveranno una lettera, nella quale Italia Nostra si metterà a disposizione per capire cosa è possibile fare per migliorare lo stato dell’edificio “degradato”.
«Risorse troppo modeste»
«Abbiamo risorse modeste, basate sul volontariato – spiega , presidente di Italia Nostra – Di certo non abbiamo i fondi per mettere a posto la caserma Garibaldi. Ma possiamo segnalare alla Regione o alla Provincia quei luoghi che sono importanti nella nostra storia e che, come tali, meritano di ricevere qualche aiuto».
Con le lettere, sostanzialmente, l’associazione intende invogliare i privati – e anche il settore pubblico – a rispondere a bandi per il recupero degli immobili.
L’associazione intende anche portare attenzione su quello che si fa nel resto d’Europa. «Per esempio, in Germania, è in vigore una legge secondo la quale proprietari degli edifici sono obbligati a ridipingerli ogni 10 anni in cambio di un sconto sulle tasse – continua Mazza – Un’azione di questo tipo consente di migliorare l’aspetto estetico della città».
Italia Nostra ha fatto un protocollo di intesa con il ministero dell’Agricoltura volto a installare orti urbani. L’obiettivo è aumentare le zone verdi della città e rendere i cittadini protagonisti della cura.
Alcuni percorsi per L’Expo
Inoltre, l’associazione sta ideando dei percorsi per l’Expo (non a caso, il concorso che verrà promosso nelle scuole quest’anno è sulle eccellenze di Varese).
Secondo , neo eletta presidente dell’ordine degli architetti, per risolvere il prbema del degrado bisogna tornare al passato, «alla figura del mecenate». «Ritengo che il patrimonio pubblico vada difeso e che non sia una cosa positiva venderlo o svenderlo per paura che cada nel degrado, perché non si sa mai come la speculazione possa aggredirlo – dice Gianetti – Sarebbe più corretto fare interventi minimali di messa in sicurezza ed evitare così danni più grandi. Non penso che nulla sia ancora perso. Ma i comuni possono fare ben poco e bisogna fare leva sugli imprenditori. Come Della Valle: un imprenditore che ha ricevuto tanto dalla città di Roma e che si è offerto di mettere a posto il Colosseo, senza alcun ritorno se non di immagine».
Conclude Gianetti: «Armani è già stato sollecitato per ristrutturare alcune parti di Milano. Anche sul nostro territorio sono attivi importanti imprenditori. Ci sarà ben un mecenate che ha voglia di farsi carico di mettere a posto alcune parti della città, facendo anche un progetto volto a creare qualcosa di utile negli edifici “salvati”…».
VARESE
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