Grande fratello record a Varese E il Comune vuole nuove telecamere

Il Grande Fratello nasce a Varese. Dove, in Italia, si può vantare uno dei primissimi impianti di videosorveglianza pubblica mai installati nel Paese. Un primato, quello varesino, che non è stato ancora superato, dal momento che la città giardino è anche apripista per quanto riguarda la “centrale unica di videosorveglianza tra i diversi corpi delle forze dell’ordine”.

Una considerazione quella del sindaco che arriva in vista dell’ulteriore salto di qualità del sistema di monitoraggio in città. Ovvero l’attivazione, dopo mesi di ritardi, del progetto Sinecura in piazza Repubblica.

«Le telecamere erano state già installate da tempo, ma non ancora attivate – spiega Fontana – In questi giorni ho sentito il responsabile del progetto di Finmeccanica, e finalmente potremo partire».

Un incontro più dettagliato il sindaco lo avrà in settimana ed è probabile che in quella sede verrà definito un cronoprogramma delle fasi di sperimentazione. Il progetto, che ha visto l’installazione di sette nuovi telecamere, che si sono affiancate a quelle già esistenti, consentirà di collegare l’impianto ai cellulari di nuova generazione, in modo tale da attivare l’occhio elettronico e spostarlo nella direzione del telefono, qualora venisse attivato il segnale d’allarme da parte del proprietario, in caso di pericolo.

Anche con questa sperimentazione Varese farà da apripista. Varese vanta quindi la definizione di “prima città videosorvegliata” d’Italia. «La videosorveglianza è uno strumento utile, soprattutto dopo la nascita della cabina unica tra le forze dell’ordine – sottolinea Fontana – Se le telecamere fossero rimaste solo ad uso della polizia locale, sarebbe stato forse un progetto circoscritto. Mettendole invece in rete con tutti i corpi, sono un grande valore aggiunto per la sicurezza. Certo, negli ultimi sei anni i problemi economici degli enti locali ci hanno limitato molto negli investimenti». «Ma – prosegue – dopo il progetto di piazza Repubblica, verificheremo, sulla base delle disponibilità, dove realizzare nuove coperture di videosorveglianza sul territorio».

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