Gli anziani di Varese sono destinati a essere vaccinati nella maggioranza dei casi con un vaccino meno efficace, ma meno caro.
Sì, perché Regione Lombardia ha acquistato il 70% di vaccini antinfluenzali “non adiuvati” (un tipo di vaccino che utilizza pezzi di virus in circolazione), il cui costo è inferiore del 50% rispetto agli “adiuvati” (destinati a stimolare maggiormente il sistema immunitario).
«La questione ci è stata sottoposta da Federanziani intervenuta in commissione Sanità la scorsa settimana – spiega , presidente leghista di commissione – L’ordine d’acquisto era stato effettuato dalla legislatura precedente, stiamo cercando di capire come rimediare».
In realtà, secondo Rizzi, un’inversione è ancora possibile. «I vaccini pervenuti sono circa un terzo di quelli previsti nell’ordine di acquisto, basterebbe invertire la tendenza delle future consegne».
Il vaccino non adiuvato è considerato dagli esperti ottimo, ma un po’ meno efficace per i grandi anziani, soprattutto pluripatologici e per i malati cronici, e richiede un richiamo cioè una seconda somministrazione. «Il vaccino adiuvato, che amplifica la risposta immunitaria, non è per tutti» precisa , medico sentinella della provincia di Varese.
«A una persona adulta e sana non ha senso somministrare questo tipo di vaccino. È, però, sicuramente consigliato per gli anziani pluripatologici perché aumenta la possibilità di rischi legati all’influenza e ai bambini piccoli che hanno ancora un sistema immunitario immaturo». Ma Federanziani chiede al Pirellone di rivedere anche un altro aspetto della campagna vaccinale. «L’altro problema sollevato – continua Rizzi – è che la somministrazione del vaccino anti pneumococcico è a solo per l’età infantile e non per quella adulta».
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