Guerra fratricida dei giovani Pdl: è un derby Busto Arsizio-Varese. Il coordinamento provinciale di Giovane Italia risponde alla sezione bustocca: «La sede di Varese è aperta a tutti. Perlomeno a chi partecipa all’attività provinciale».
Dopo il duro attacco contro la coordinatrice provinciale Lara Comi firmato da Luca Folegani, coordinatore della Giovane Italia di Busto Arsizio, arriva la risposta, altrettanto ferma, dei vertici provinciali del movimento giovanile del Pdl.
Anche qui, in piccolo, siamo alla guerra tra falchi e colombe. Gianmaria Favaloro e Antonio Banfi, rispettivamente coordinatore e presidente della Giovane Italia della provincia di Varese, bollano gli attacchi come «fuori luogo e non condivisibili perché non rispecchiano la realtà dei fatti» ma tendono la mano ai “dissidenti” bustocchi.
«Andiamo oltre e per il bene di tutti continuiamo a lavorare con passione e radicamento sul territorio. In questo momento è assurdo portare avanti inutili polemiche».
Nel merito però le accuse di inaccessibilità della sede provinciale di via Carrobbio vengono rigettate al mittente: «La sede del Pdl è un luogo aperto a chi intende utilizzarla per incontri politici – sostengono Favaloro e Banfi – ma naturalmente se non si partecipa all’attività provinciale si può cadere in errati convincimenti o interpretazioni. Per utilizzare la sede basta una telefonata alla responsabile, figura resasi necessaria a seguito di atti di vandalismo subiti, per farsi dare le chiavi». E la difesa del ruolo di Lara Comi è altrettanto netta: «Si è spesa sempre in prima persona affinché la sede varesina del partito rimanesse il punto di riferimento per tutti gli iscritti e i militanti della provincia di Varese».
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