Sono gli astronauti a farci capire come bisogna mangiare per rimanere giovani a lungo. Lo ha raccontato Filippo Ongaro, vicepresidente dell’associazione medici italiani anti-aging, al convegno “Mangiare ci fa belli” organizzato dai Rotary club Varese Ceresio e Varese Verbano e condotto dal preparatissimo Luca Lamberti.
«Gli astronauti in sei mesi di permanenza nello spazio invecchiano dieci anni –spiega Ongaro – Colpa delle radiazioni, della scarsa attività fisica che si ripercuote nei muscoli e nelle ossa, dello stress, della mancanza di privacy, ma anche dell’alimentazione che è basata su cibi ricchi di conservanti. Tanto è vero che, quando i cargo portano cibo fresco, gli astronauti si buttano su quello».
Tornati sulla terraferma, grazie a uno stile di vita sano, gli astronauti potranno recuperare gli anni persi. Ma le persone che stanno sulla terra come possono, con il cibo, essere più belle? Prima regola: mangiare il giusto. «Il cibo è un antidepressivo facilmente reperibile – dice , psichiatra esperto in disturbi del comportamento alimentare – Per quello capita che alcuni soggetti ne abusino. Quando si mangia, infatti, si avverte un forte senso di appagamento».
Come fare, dunque, a governare il legame tra mente e cibo? «Prediligendo cibi sani e naturali. Quelli “industriali”, infatti, sono ricchi di sale, zucchero e grassi – dicono i due esperti – Piacciono, stimolano la serotonina e la dopamina, e se ne diventa dipendenti. Mai si è visto qualcuno dipendente da broccoli o carciofi».
Le diete basate sul conto delle calorie sono superate: «È stato dimostrato sulle scimmie che aggiungere zuccheri in forma di caramelle è più dannoso per la salute che aggiungere la stessa quantità di zuccheri sotto forma di frutta secca».
Semplificando: per stare in salute a lungo non bisogna eliminare il cibo, ma prediligerne la genuinità. «L’aperitivo si può fare, ma è molto meglio un bel bicchiere di vino rosso con alcune olive che uno spritz con le patatine».
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