A Varese la qualità della vita migliora Male lavoro, sicurezza e tempo libero

A Varese la qualità della vita migliora
Male lavoro, sicurezza e tempo libero

Qualità della vita, Varese recupera terreno. È in posizione numero 46 tra le province in cui si vive meglio, risalendo ben venti posizioni in un anno nell’indice 2013 elaborato dal Sole 24Ore.

Ricca e ben servita, Varese continua ad arrancare sul lavoro, sull’ordine pubblico e sul tempo libero. È un territorio che sta cambiando pelle: nella terra dei “cumenda” lo spirito imprenditoriale sarebbe ai livelli minimi, così come il numero di librerie e di ristoranti. In compenso eccelliamo per esportazioni, assegni pensionistici, bassa inflazione, copertura con la banda larga e infrastrutture.

Conclusioni che lasciano «perplesso» il presidente della Camera di Commercio .

Dopo aver perso, nel 2012, ben 32 posizioni in un colpo solo, quest’anno Varese ne recupera venti e torna tra le prime cinquanta province per qualità della vita, al 46esimo posto.

Ottava su undici in Lombardia (non è contemplata Monza). Quest’anno sono migliorati in particolare i parametri sui servizi e sull’ambiente (quarto posto assoluto), mentre gli altri sono tutto sommato stabili, con un buon recupero sull’ordine pubblico (posizione numero 74 dalla numero 82). Preoccupano la scarsa propensione a investire (1,26 impieghi per deposito, posizione numero 59), ma soprattutto uno scarsissimo spirito di iniziativa (appena 8,28 imprese registrate ogni cento abitanti, posizione numero cento), il notevole numero di fallimenti (più di 20 ogni mille imprese registrate, posizione 70) e una percentuale poco confortante di startup innovative (solo 1,43 ogni diecimila giovani, posizione numero 66).

Dati che non convincono il presidente della Camera di Commercio di Varese Renato Scapolan.

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