La piscina comunale di via Copelli è momentaneamente chiusa.
Nei prelievi di acqua effettuati, l’Asl ha rintracciato una alta concentrazione di un batterio particolare: lo stafilococco coagulasi positivo.
Così è stata predisposta l’immediata chiusura dell’impianto perchè la presenza di batteri patogeni nell’acqua potrebbe costituire un rischio per la salute pubblica.
«Un atto dovuto»
«Si tratta di un atto dovuto da parte dell’amministrazione che ha dato seguito alla richiesta perentoria dell’ Asl – ha spiegato l’assessore al Verde pubblico, – È una questione delicata: come applichiamo il massimo rigore nei controlli nei confronti dei privati, così usiamo lo stesso metodo per le strutture pubbliche. Dobbiamo garantire gli standard igienici imposti dalla normativa».
L’Asl effettua controlli e analisi batteriologiche sull’acqua delle due vasche di via Copelli quattro volte all’anno, proprio per garantire agli utenti buone condizioni igienico-sanitarie all’interno dell’impianto.
«Sono andato a rivedermi lo storico degli ultimi dieci anni – continua Clerici – e i valori sono sempre stati nella norma».
Chi gestisce la piscina comunale da tempo è la società Asd Varese Olona Nuoto che ora dovrà provvedere a metter in campo le azioni correttive necessarie per rendere nuovamente agibile la piscina.
In realtà, i tecnici da ieri stanno già provvedendo alla risoluzione del problema.
«Il gestore dovrà cambiare l’acqua e mettere a punto il sistema di disinfezione – spiegano dall’Asl – È buona prassi effettuare il cambio dell’acqua di una piscina un paio di volte l’anno per eliminare incrostazioni e per effettuare un accurata pulizia dei filtri. Questo a tutela degli utenti».
Inoltre, entro sette giorni a partire da ieri, il presidente della Varese Olona Nuoto dovrà trasmettere all’Asl e a Palazzo Estense la documentazione attestante l’avvenuta adozione degli interventi necessari a garantire il rispetto delle caratteristiche qualitative dell’acqua contenuta nelle vasche, unitamente alle copie dei controlli analitici interni, che dimostrino il ripristino dei requisiti previsti per legge.
Clerici ritiene che le procedure di santificazione possano essere ultimate entro l’inizio della prossima settimana.
Prima della riapertura dell’impianto, l’Asl effettuerà nuovamente le analisi batteriologiche. «Al gestore non è imputabile direttamente il superamento dei valori, causato verosimilmente dall’incuria dell’igiene delle singole persone e non, appunto, dalla cattiva manutenzione. Così, come questo episodio non è imputabile a questioni strutturali. Crediamo che il disservizio sarà risolto in pochi giorni».
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