«Ormai lo sanno tutti: faccio uso di cocaina e molto. Andavo a scuola a Varese: lì gira di tutto. Basta chiedere e te la danno. Anche a scuola: a me la davano gratis».
Questo il racconto di , la ragazza di 17 anni scappata dalla comunità “La casa tra i castagni” di Castellanza, alle videocamere del programma televisivo “Chi l’ha visto?”.
Alessandra frequentava il corso per diventare parrucchiera al Centro di formazione professionale di via Monte Generoso a Varese. Ed è proprio in quell’istituto che Alessandra dice di aver recuperato la droga in più occasioni.
La preside dell’agenzia formativa, , conferma il fenomeno. «Il problema della droga c’è – spiega – Questa è una zona fertile per lo smercio: abbiamo vicino l’università che porta parecchio movimento giovanile e il Sert».
Il centro di formazione professionale conta più di 700 studenti. «Gestirli tutti non è semplice. In ogni caso abbiamo ben presente il problema e lo teniamo sotto controllo. Abbiamo le nostre strategie».
Cocaina, marijuana, alcol e dipendenza da social network sono i fronti sui quali il corpo insegnanti dell’Agenzia formativa sta lavorando all’interno delle classi. «Siamo molto attenti a queste tematiche, organizziamo incontri ad hoc con esperti per i ragazzi, in classe queste questioni vengono affrontate dagli insegnanti. Inoltre, le forze dell’ordine sono molto collaborative».
Alessandra racconta a “Chi l’ha visto?” che il suo disagio è dipeso dal fatto di essere sempre stata sottoposta a un controllo rigido da parte della famiglia e di aver, quindi, goduto di poca libertà.
«Prima di andare in comunità non avevo amici. I miei genitori non mi facevano uscire». Se non per andare a scuola, luogo dove la teenager cercava una via di fuga attraverso il consumo di droghe. Finchè le tensioni con i suoi genitori non sono aumentate, soprattutto di un legame tra lei e un peruviano, di 11 anni più grande. Alessandra era già scappata con lui nel dicembre del 2012 e c’era sempre lui ad accompagnarla in caserma quando lei, per ben due volte, ha sporto denuncia contro suo padre per maltrattamenti.
«Ho denunciato mio padre perchè volevo essere trattata come una ragazza normale». Denunce mai sostenute da prove. Proprio in conseguenza del malessere manifestato nei confronti famiglia, il Tribunale dei minori ha deciso di affidarla a un istituto il maggio scorso. Poi, la fuga insieme all’amica Le due ragazze raccontano di essere state ospitate da una signora, in cambio loro si sono occupate delle faccende domestiche.
Il tribunale dei minori ha disposto che Alessandra fosse affidata a una comunità protetta, questa volta a Pavia: Alessandra ora è lì, Emila invece è tornata nell’istituto di Castellanza.
VARESE
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