Sgomento e rabbia per quanto successo al cimitero Monumentale di Giubiano in via Maspero. Siamo in pieno centro, a pochi passi dall’ospedale Del Ponte e dalla zona del mercato e delle stazioni: nella notte tra sabato e domenica sono tornati a colpire i vandali, alcune tombe sono state prese di mira.
La rabbia di molti cittadini verso il gesto ignobile sfocia in una serie di polemiche, voci che non possono più restare inascoltate.
«Non ho parole – dice , trentenne varesino che osserva attonito – non si riesce a commentare di fronte a questi gesti. Su queste cose e in questi luoghi nessun atto è comprensibile. So che distruggono le tombe per rubare il rame, altra cosa deprecabile, ma al confronto davanti a questi episodi si rimane davvero senza parole».
«Peccato perché questo è uno dei cimiteri più grandi di Varese ed è strano che non ci sia più il custode – denunciano , che si soffermano davanti ai vetri in frantumi e alla coppa funeraria divelta, prima di procedere alla visita ai propri cari situati più distante – è vandalismo, si vede che non hanno toccato i vasi in rame, oggetto di furti, ma perché commettere un gesto del genere? A noi non è mai successo niente, ma furti e oltraggi ci sono da anni».
«La strada è abbandonata a sé stessa – aggiunge la coppia – veniamo di domenica, è più tranquillo. Di giorno in settimana è impossibile parcheggiare, tutta la via a salire fin qui è presa d’assalto da chi lascia l’auto per andare a prendere il treno, non è giusto».
Come i tanti che visitano i propri cari la domenica mattina, ieri è entrato anche , il campione di basket della Pallacanestro Varese anni ’70, in genere abituato sulle nostre pagine a commentare vicende sportive, che saputa la notizia esprime grande amarezza: «Sono momenti brutti questi che stiamo vivendo, non c’è più moralità – commenta – ho qui i miei e qualche anno di esperienza per fare confronti ce l’ho, ricordo quando c’era il , era molto diverso, erano tempi diversi».
Da mesi il custode che abitava qui non c’è più, lo si trova in settimana negli orari d’apertura.
Dei 14 cimiteri di Varese, anche in quello di Giubiano si entra dalle 8 alle 17 (alle 18 con l’orario estivo) e resta chiuso i mercoledì feriali, e per i portatori di handicap c’è un problema in più: come in quello di Belforte, durante le giornate festive non è garantito il servizio di apertura del cancello carrabile per l’accesso alle auto per l’accompagnamento dei disabili.
Il cancello d’ingresso è a chiusura automatizzata, ci sono anche le telecamere ma non sono in funzione, in tanti si chiedono perché: «Tenerle lì come unico deterrente non serve, devono funzionare – commenta – il gesto è solo una bravata senza senso e senza obiettivo come il furto, non capisco perché un ragazzo non esca divertirsi con gli amici anziché fare questo. E apprendo adesso che non c’è più il custode, non ci avevo fatto caso, di che ci meravigliamo se succedono queste cose?».
Chiuso il cancello, restano i muri di cinta, in via Maspero in entrata e sul fondo che confina col campo da rugby di Giubiano, che a detta di molti sono facilmente attaccabili.
Non è una novità che la zona ad una certa ora diventi “terra di nessuno”: «Non sono sorpresa, ma indignata sì, ed è dir poco. È puro vandalismo in quanto tale, quando c’era il custode il controllo era maggiore» dice che guarda i danni e si reca anche lei al muro di cinta sul fondo, dove sono state trovate due sedie in plastica.
«Secondo me sono stati disturbati – aggiunge – se no facevano altre devastazioni. Vent’anni fa subimmo un furto, altra cosa deprecabile, e ad un’amica avevano rubato l’intera grondaia in rame, ma non si riesce a commentare chi così offende la memoria di chi non c’è più. La strada qui non è sicura, non è consigliabile venire di pomeriggio, è una via desolata, non passa nessuno e andare a piedi è un rischio».
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